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L'#Ucraina ha inferto un colpo pesantissimo al gigante digitale della #Russia.
Dopo l'attacco al data center a Vladimir in Russia, i servizi di #Yandex sono crollati immediatamente in sei paesi! Taxi, consegne, pagamenti e servizi online — i problemi hanno colpito milioni di utenti. E due dei sistemi statali della Russia sono passati in modalità di emergenza! E questo non è il primo attacco all'infrastruttura di Yandex.
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Pensate che un eventuale nuovo attacco all'Iran dipenda dall'esito delle midterm? Molto probabilmente vi sbagliate. L'attacco avverrebbe in ogni caso. Secondo alcune fonti turche, indipendentemente dall'esito delle midterm di domani, 3 Novembre, gli #Usa e #Israele starebbero preparando un attacco devastante all'#Iran. Addirittura, secondo alcune fonti, si parla di un attacco nucleare al Pickax Mountain dove, secondo l'intelligence israeliana, la Repubblica islamica avrebbe riavviato il suo programma nucleare. #Trump è sotto pressione quotidiana del primo ministro israeliano Benjamin #Netanyahu che non può formare un nuovo governo. L'amministrazione Trump lancerebbe un attacco micidiale all'Iran subito dopo le midterm. Nessuna arma convenzionale nell'arsenale americano può penetrare 300 piedi di granito solido per distruggere i tunnel dove l'arricchimento starebbe avvenendo. L'unica opzione militare è un attacco nucleare. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il comandante del CENTCOM Brad Cooper si oppongono a un accordo negoziato con l'Iran; entrambi spingono per riavviare le operazioni di combattimento su larga scala. In una recente riunione sull'argomento, anche l'ex presidente Barack Obama ha detto di opporsi all'attuale accordo di pace con l'Iran che si prepara a Doha. Netanyahu era volato segretamente ad Abu Dhabi per arruolare gli Emirati Arabi Uniti nel suo sforzo di lobbying per un attacco finale all'Iran. Gli Emirati avevano rifiutato. Ma ora lo scenario è cambiato e i Paesi del Golfo non vedono l'ora del crollo della Repubblica islamica.
Se qualcuno pensa che un nuovo attacco all'Iran possa dipendere dall'esito delle midterm, probabilmente si sbaglia, potrebbe non essere così.
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SIRIA, PROTESTE DEGLI STUDENTI DELLE CITTÀ A MAGGIORANZA CURDA:
Continuano le proteste degli studenti curdi contro le leggi che limitano drasticamente l'istruzione nella loro lingua madre.
Curdi e arabi siriani trovano un terreno comune nella battaglia per i diritti linguistici. Mentre gli studenti curdi protestano contro le restrizioni linguistiche, stanno emergendo alleanze inaspettate tra curdi e arabi in #Siria.
I diritti linguistici sono diventati il nuovo campo di battaglia tra i curdi siriani e #Damasco. Gli studenti delle città e dei paesi a maggioranza curda nel nordest continuano a scendere in piazza per protestare contro le leggi che limitano drasticamente l'istruzione nella loro lingua madre.
Da #Qamishli a #Kobane, i ragazzi che hanno studiato in curdo durante i 14 anni di quasi-indipendenza protestano contro un decreto ministeriale emanato il 27 agosto, il primo del suo genere nella storia moderna della Siria, che consente tre ore settimanali di curdo come seconda lingua. Molti boicottano le lezioni e chiedono il ripristino del vecchio programma scolastico e che il curdo venga sancito nella Costituzione insieme all'arabo.
La retromarcia rientra in un controverso accordo raggiunto a gennaio tra il leader curdo siriano Mazlum #Kobane e il presidente siriano Ahmed al-#Sharaa, che ha posto fine a settimane di sanguinosi scontri tra forze curde e governative. Kobane ha accettato di smantellare le sue Forze democratiche siriane (#SDF) e l'Amministrazione autonoma della Siria del Nord e dell'Est che, al culmine del suo potere, governava oltre un quarto del Paese.
Gli scettici sostengono che il piano mediato dagli Stati Uniti, che integra le strutture militari e civili curde nello Stato in cambio di riforme simboliche, è nient'altro che una capitolazione al dominio arabo. “Non è un caso”, dicono che il Paese si chiama ancora ufficialmente "Repubblica Araba Siriana"?
Tuttavia, uno sguardo più attento alle comunità in tutta la Siria rivela un quadro più complesso. Le rimostranze condivise stanno generando un nuovo tipo di empatia che sfida la narrazione consolidata dell'antica ostilità arabo-curda, una narrazione costantemente alimentata durante i sei decenni di governo del partito Ba'ath.
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ANCORA ORRORE IN IRAN!
• Altri 5 giovani impiccati, questa mattina all’alba, al grido della morte Allahu Akbar, dopo indicibili torture e a conclusione di processi sommari.
• Altri 100 prigionieri nelle carceri iraniane sono in attesa del boia.
- Ali Hemmati Sistani e Majid Nikandish sono stati impiccati; arrestati durante le proteste di gennaio a #Mashhad con l'accusa di "guerra contro Dio" (moharebeh). Sono stati ripetutamente sottoposti a indicibili torture e costretti a confessare reati mai commessi. Le condanne sono state eseguite nel carcere di Vakilabad a Mashhad.
- Abbas Amir Gheshlaghi, 27 anni, è stato giustiziato nel carcere centrale di Arak.
- Ali Alizehi, un uomo del Balochistan, e Mehrdad Sheikhi, impiccati nelle carceri di Kerman e Isfahan, avevano circa 43 anni.
#Iran
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Le metastasi rappresentano forse la sfida più complessa in oncologia. La malattia metastatica è responsabile del 90-95% decessi nei pazienti oncologici. In questo thread spiego cosa sono, Perché sono così pericolose e cosa si sta facendo per prevenirle o curarle.
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PRIMA DI DIRE “MANDIAMOLI A CASA”, PROVA A SOSTITUIRLI.
Facciamo un esperimento.
Domani mattina spariscono dagli ospedali, dalle RSA e dalle case di riposo tutti i lavoratori stranieri.
Medici. Infermieri. OSS. Badanti.
Chi copre i turni?
Chi assiste i nostri anziani?
Chi entra in reparto alle 6 di mattina?
Chi fa le notti?
Chi si occupa di una persona non autosufficiente quando i figli devono lavorare?
Qualche numero.
🇮🇹 IN ITALIA
Sono 45.433 gli infermieri nati all'estero iscritti all'Albo nazionale FNOPI al 30 settembre 2025.
Per i medici, una stima pubblicata da FNOMCeO indica circa 19.000 medici di origine straniera in Italia.
E poi c'è il gigantesco esercito invisibile della cura domestica.
Tra chi lavora nelle famiglie — soprattutto badanti e collaboratori domestici — il 64,3% è straniero.
Quindi la domanda è semplice:
SE DOMANI LI MANDASSIMO TUTTI A CASA, CHI LI SOSTITUIREBBE?
Perché puoi fare tutti gli slogan che vuoi.
Puoi dire “prima gli italiani”.
Puoi dire “basta immigrati”.
Puoi promettere rimpatri.
Ma quando arriva la notte e tua madre ha bisogno di assistenza…
chi le cambia il pannolone?
Quando il reparto è sotto organico…
chi fa il turno?
Quando l'ospedale cerca infermieri e non ne trova abbastanza…
chi entra in corsia?
La realtà è molto meno ideologica degli slogan.
UNA PARTE DELLA NOSTRA SANITÀ E DEL NOSTRO SISTEMA DI CURA È GIÀ TENUTA IN PIEDI ANCHE DA PERSONE ARRIVATE DA ALTRI PAESI.
E non sono “ospiti”.
Sono lavoratori.
Pagano affitti, tasse e contributi.
Fanno turni.
Assistono i nostri genitori.
Curano i nostri malati.
Possiamo discutere di immigrazione.
Possiamo discutere di regole, ingressi, cittadinanza e integrazione.
Ma almeno facciamolo guardando in faccia la realtà.
Perché prima di mandare qualcuno a casa, sarebbe interessante sapere chi è disposto a fare il suo lavoro domani mattina.
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ULTIM'ORA: È CACCIA GROSSA AGLI ESPONENTI DELLA COMUNITÀ #LGBTQ+ IN #TURCHIA:
Arrestata anche #ZenneArif nell'ambito delle operazioni #LGBTİ sotto il nome "Ailem Güvende" ("La mia famiglia al sicuro").
Il Ministro della Giustizia Akın #Gürlek ha dichiarato che sono in corso procedimenti giudiziari riguardanti associazioni e locali LGBTİ+ nell'ambito delle operazioni denominate "Ailem Güvende", che coinvolgono un totale di 15 province del Paese.
Aggiornamenti a breve...
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Qui, una sintesi complessiva della Rassegna Stampa turca n. 539, in onda su @RadioRadicale.
Grazie ad alcuni media indipendenti turchi, in particolare al giornale di @MuratYetkin2, @YetkinReport; al quotidiano di sinistra @BirGun_Gazetesi, ai portali del canale @t24comtr e @medyascope e grazie alle analisi di @amberinzaman, Murat Yetkin e @EzginAkn2, analizziamo tre principali sviluppi geopolitici e politici:
• l'avanzata degli #Houthi nello #Yemen e le conseguenze per #Iran e #ArabiaSaudita;
• il progressivo riarmo e riallineamento strategico nel #Mediterraneo orientale, soprattutto tra #Grecia, #Israele e #Turchia;
• gli equilibri interni della politica turca e israeliana.
I diversi articoli citati in questa rassegna stampa turca sono accomunati da un tema centrale: il progressivo cambiamento degli equilibri strategici e politici in Medio Oriente e nel Mediterraneo orientale.
• Gli Houthi stanno trasformando Bab el-Mandeb in una nuova leva strategica, aumentando il potere negoziale dell'Iran senza che Teheran debba necessariamente ricorrere alla chiusura dello Stretto.
• L'Arabia Saudita si trova in una posizione particolarmente vulnerabile perché dipende dal Mar Rosso per compensare le difficoltà legate a Hormuz, ma non vuole tornare a una guerra terrestre in Yemen.
• Gli Stati Uniti evitano per ora un nuovo intervento diretto contro gli Houthi, costringendo Riyadh a cercare sostegno attraverso Turchia e Pakistan, pur senza avere la certezza che questi alleati siano realmente disposti a combattere.
• In Israele, Bennett perde parte del vantaggio iniziale contro Netanyahu, mentre Eisenkot emerge come principale alternativa centrista. Il problema dell'opposizione rimane però la difficoltà di costruire una coalizione parlamentare.
• Nel Mediterraneo orientale, l'alleanza militare tra Grecia e Israele e lo "Scudo di Achille" rafforzano Atene ma rischiano di intensificare la competizione con la Turchia, collegando le dispute dell'Egeo al confronto regionale e alla situazione siriana.
• In Turchia, @mansuryavas06 cerca invece di mantenere una posizione autonoma e pragmatica, evitando sia una rottura con il CHP sia un'aperta contrapposizione a Erdoğan. Il suo incontro con il presidente sembra essere stato soprattutto un modo per preservare margini di manovra politica e istituzionale.
Nel complesso, in questa rassegna stampa turca descriviamo un sistema regionale nel quale le crisi sono sempre meno isolate: la guerra tra Iran e suoi avversari influenza Yemen, Mar Rosso e Golfo; la rivalità greco-turca si intreccia con quella turco-israeliana; e le alleanze militari, le rotte energetiche e le dinamiche politiche interne sono diventate parti di un'unica competizione geopolitica più ampia.
Fatemi sapere cosa ne pensate e, se la trovate interessante, condivitela!
Buon ascolto!
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#ErfanMirzaei è il rapper di 21 anni impiccato all’alba di lunedì al grido della morte “Allahu Akbar”. Cantava libertà e speranza, #Erfan. Attività, queste, divenute, nella "repubblica" islamica, una colpa punibile con la morte. Il regime ha cancellato in un’alba la sua voce, la sua arte e il suo futuro.
Erfan era stato arrestato durante le proteste di gennaio in #Iran. Il suo “crimine”? L’aver postato un video del suo telefono che mostrava che aveva partecipato alle proteste. Il regime lo ha accusato di moharebeh (“guerra contro Dio”) e lo ha condannato a morte. Ora, nessuno può dire con certezza come sia morto Erfan. Alcuni testimoni sostengono che Erfan non sia stato impiccato, ma che è morto a seguito delle indicibili torture subite per otto mesi, tutti i giorni per estorcergli una confessione di reati mai commessi. Quando il suo corpo è stato restituito alla famiglia, Erfan aveva le mani, le gambe e il bacino spezzati, con lividi e gonfiori che coprivano il viso e il corpo fino a renderlo irriconoscibile.
La sua famiglia è stata minacciata dai pasdaran affinché non parlasse delle torture subite dal loro figliolo. I genitori sono stati costretti dai guardiani della rivoluzione a celebrare il funerale in segreto. È stata proibita la sua sepoltura a #Isfahan e hanno costretto i genitori a seppellirlo sotto stretta sorveglianza nel villaggio di Gharghen a Faridan. Erfan non potrà più cantare, ma il suo canto e la sua voce si udirà per sempre nel cielo di un Iran liberato.
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IMPICCATI IN IRAN 1.050 PRIGIONIERI NEI PRIMI 8 MESI DEL 2026
TRA QUESTI, DISABILI, MINORI, RAGAZZE E RAGAZZI, GIOVANI MANIFESTANTI ANTIREGIME, MUSICISTI, ESPONENTI DI MINORANZE ETNICHE E RELIGIOSE, COME I BAHÁ'Í E OPPOSITORI DEL REGIME.
ALMENO 1.050 IMPICCATI, NON 500, MA ALMENO 1.050.
Fonte: Hengaw
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AVREBBERO DOVUTO SPOSARSI QUESTO MESE!
La data del loro matrimonio era già stata fissata, ma l'orrifico regime islamico iraniano l'ha divorati. La "repubblica" islamica iraniana ha ucciso #Abolfazl_Soleimani a gennaio durante l'insurrezione popolare, e #Aida_Heidari, la promessa sposa, non ce l'ha fatta più e si è uccisa dopo 8 mesi. Non ha sopportato l'indicibile dolore.
Aida non riusciva a sopportare il dolore di aver perso il suo fidanzato per i proiettili del regime, e alla fine ha posto fine alla sua vita.
Aida Heydari, 25 anni, era fidanzata con Abolfazl Soleimani, un giovane di 27 anni, colpito e ucciso dalle forze del regime durante le proteste a Zibashahr, Qazvin, il 9 gennaio 2026.
Giovedì 3 settembre, Aida ha posto fine alla sua vita, proprio nel mese in cui avrebbero dovuto sposarsi e iniziare la loro vita insieme.
Questa è la "repubblica" islamica in #Iran.
Le dittature non uccidono soltanto con proiettili e corde: lasciano una devastazione mentale che continua a mietere vittime.
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Lui è #ErfanMirzaei, un giovane artista iraniano arrestato durante le rivolte antiregime di gennaio è stato impiccato nella prigione di Dastgerd a Isfahan.
La sua colpa? Aver voluto lottare per liberare il suo paese, l'#Iran, dalla “repubblica” islamica.
Era un giovane rapper. Cantava la libertà e la speranza in un paese dove ciò viene punito con la morte. Era un giovane pieno di vitalità, di estro, di arte e di grandi sogni. Il regime gli ha rubato tutto in un’unica alba in perfetta impunità.
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Sono almeno 1.050 le impiccagioni eseguite in #Iran in questo 2026, non sono 500. Sono 1.050, MILLECINQUANTA, 1.050, sono almeno MILLECINQUANTA, capito? Non 500. Siate precisi quando date le notizie, per favore! Non ci vuole molto, basta informarsi e vi sareste risparmiati di diffondere cifre a caso.
Questa mattina, all'alba, in nome di #Allah, sono state eseguite 4 impiccagioni, 4 giovani impiccati nelle carceri di #Rafsanjan, #Shiraz, #Semnan e #Gorgan.
Fonte: #Hengaw
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Ultime notizie dal Golfo:
Il segretario alla Difesa statunitense Pete #Hegsett ha dichiarato che gli Stati Uniti distruggeranno e affonderanno le petroliere iraniane se il regime iraniano aprirà il fuoco contro le navi americane.
L'Unione europea è pronta ad adottare ulteriori misure per proteggere la libertà di navigazione nello Stretto di #Hormuz.
L'Organizzazione britannica per le operazioni di commercio marittimo (Maritime Trade Operations Organization) ha annunciato che diverse navi mercantili sono state prese di mira e rese inutilizzabili nel Golfo Persico e nel Mar d'#Oman.
#Iran
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Drammatica carenza di farmaci e di beni di prima necessità in #Iran.
La Repubblica islamica è in ginocchio. Non ascoltate la propaganda di regime che purtroppo trova molto spazio anche in Occidente, in particolare tra gli oppositori di Donald Trump. Propaganda che tenderebbe a consolidare la falsa narrazione di una Repubblica islamica che starebbe vincendo la guerra. Non è così. Ascoltate la mia corrispondenza di questa mattina su @RadioRadicale e leggete il mio articolo su @IlRiformista per comprendere realmente come stanno le cose.
In Iran la carenza di farmaci ha colpito 800 medicinali e i costi potrebbero triplicare.
A tra poco...
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La condizione economica in #Iran è terribilmente drammatica. Vi sono persone costrette a sfamarsi cercando scarti vegetali nei bidoni della spazzatura.
Almeno il 35% della popolazione vive molto al di sotto della soglia di povertà.
La crisi economica in Iran non è solo perdita di potere d'acquisto, ciò che sta accadendo è la disumanizzazione e il calpestamento della dignità dei cittadini che lottano per la sopravvivenza. L'acquisto di verdure invendute e "frutta acerba" è la realtà di questi giorni nei mercati e nei fruttivendoli iraniani.
Attraversare le strade, visitare i mercati nelle grandi e piccole città, guardare le vetrine e fare acquisti ogni giorno non riflette più l'immagine di una vita normale. Negli ultimi anni, e all'ombra della politica di "resistenza economica" della Repubblica Islamica, la società iraniana si è sforzata non di migliorare il proprio tenore di vita, ma di soddisfare i bisogni umani più elementari; uno sforzo impari, fatto di tentativi e fallimenti.
Il Iran si è creato un mercato degli scarti vegetali e di "frutta malsana". I farmaci anche quelli salvavita scarseggiano. Disoccupazione dilagante.
Il profondo cambiamento nello stile di vita è ormai chiaramente visibile nella quotidianità dei cittadini. Ogni giorno, sempre più prodotti e servizi presenti nel paniere dei consumi domestici vengono ridotti o eliminati per sempre.
La popolazione raccoglie scarti di cipolle, di patate, di pomodori e cetrioli, raccoglie frutta e verdura dai cassonetti della spazzatura o dai cartoni degli scarti dei negozi.
Gli stipendi dei pensionati non sono più sufficienti nemmeno a pagare l'affitto. Gli anziani non possono permettersi di comprare i farmaci salvavita.
Il Centro statistico iraniano ha annunciato in un rapporto che a luglio 2025 il tasso di inflazione per le famiglie nel paese era dell'87,9%; ciò significa che le famiglie nel paese hanno speso, in media, l'87,9% in più rispetto al mese precedente per acquistare "un insieme identico di beni e servizi".
I rapporti ufficiali del Centro statistico iraniano sull'inflazione di agosto rilevano che il confronto con i periodi precedenti presentano un quadro terrificante di questo crollo.
L'inflazione punto per punto e l'impennata dei prezzi rispetto ad agosto dello scorso anno non sono più solo numeri sui grafici economici per gli analisti. Nella vita dei cittadini, queste statistiche significano la perdita di opzioni vitali.
La perdita dell'abitudine allo shopping in un'ampia fetta della società rappresenta una grave frattura, che ha reso il concetto di gestione dei costi e la sua funzione privi di significato per milioni di iraniani di diverse classi sociali in tutto l'Iran.
Quando l'inflazione mensile raggiunge nuovi record, per le strade e nelle case, questi numeri si traducono in pasti molto ridotti con l'eliminazione di ogni tipo di proteina, latticini e ora persino delle verdure più semplici.
I cittadini lottano per sopravvivere in un circolo vizioso di erosione, con redditi che valgono ogni ora meno del giorno precedente e che si stanno riducendo a zero a causa dei licenziamenti e della chiusura delle piccole imprese.
La Repubblica islamica sta mascherando e celando tale realtà drammatica facendo credere che sta vincendo la guerra. La guerra Teheran l'ha persa: è un paese devastato.
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Sapete chi è questo ragazzo? È il giovane #AlirezaSepahi condannato a morte che sul patibolo ha avuto un ictus perché terrorizzato per l'imminente impiccagione. L'esecuzione è stata rinviata perché l'hanno dovuto ricoverare in ospedale, ora è stato rimandato in prigione e quando si sarà completamente ripreso, tornerà sul patibolo, dal boia che gli mettera una corda al collo e lo farà penzolare fino a spezzargli l'osso del collo. Di lui non parla nessuno, nessun telegiornale. Eppure era un manifestante delle rivolte antiregime di gennaio, tra i giovani di Piazza Alikhani a #Isfahan. Stava per essere impiccato il 28 luglio insieme a suo cugino Abolfazl, quando si è sentito male è avuto un ictus. Il tribunale ha inoltrato il fascicolo per l’esecuzione. Cinque dei 12 imputati nel braccio della morte del caso di Piazza Alikhani sono già stati impiccati.
Questa è la Repubblica islamica in #Iran...
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E ora, come la mettiamo con il mondo #NoVax?
Per cinque anni ci avete raccontato che i #vaccini #Covid a #mRNA provocavano infarti, coaguli, morti improvvise, “turbo tumori”, malattie autoimmuni e praticamente qualsiasi cosa potesse essere attribuita a un vaccino. Lo avete chiamato con disprezzo siero magico sperimentale.
La prova?
Spesso: “È successo dopo il vaccino”.
Un post Facebook.
Una testimonianza.
Un articolo.
Una segnalazione.
Peccato che “dopo” non significhi automaticamente “a causa di”.
Ora, però, arrivano 4 milioni di giovani analizzati in uno studio pubblicato su Vaccine.
E il quadro è decisamente meno compatibile con la narrazione catastrofista che ci avete venduto per anni.
Nei 16-25enni, rispetto ai non vaccinati che avevano contratto Covid, i vaccinati non infettati hanno mostrato:
➡️ 85% in meno di rischio di miocardite
➡️ 79% in meno di pericardite
➡️ 72% in meno di mortalità per tutte le cause
E il rischio di miocardite dopo infezione nei non vaccinati risultava quasi 5 volte superiore rispetto al gruppo vaccinato e non infettato.
Chiariamo una cosa: la miocardite associata alla vaccinazione esiste. È rara, è documentata e va presa sul serio.
Ma proprio per questo la discussione dovrebbe basarsi sui rischi relativi e assoluti, non sulla gara a chi trova l’aneddoto più spaventoso.
Quindi la domanda è semplice:
Dove sono finite tutte le certezze apocalittiche?
Perché la scienza non funziona con “me l’ha detto mio cugino o il mio vicino di casa”.
Funziona con milioni di persone, dati, confronti e studi.
E quando i dati smentiscono la propria narrazione, la risposta scientifica dovrebbe essere una sola:
aggiornare le proprie convinzioni.
Non cambiare discorso.
Fonte: Toraih et al., Vaccine, 2026.
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Anche lui, impiccato, prigioniero di etnia #Gilak, si chiamava Mojtaba Salahi #Laghani è stato impiccato all'alba in nome di Allah, nella prigione centrale di #Rasht. Ovviamente, condannato a morte in un processo sommario senza l'assistenza di un legale e torturato per confessare un reato di omicidio mai commesso. Questa è la Repubblica islamica in #Iran.















