Massimo Zampetti retweeted
Il Governo ha perso.
A #Napoli la #Polizia si è tolta i caschi e ha sfilatato assieme ai manifestanti aprendo loro la strada.
Il #governomeloni ha perso.
Condividete tutti queste immagini storiche.
#Sciopero #MELONIDISASTRO
Massimo Zampetti retweeted
Domenica 1 novembre, compleanno di Fra. Noi per il quarto anno lo festeggiamo con la musica dei suoi fantastici amici e tanto altro.
Se fate un salto - ve lo assicuro - ne uscirete ancora più belli ☀️
@CsoaLaStrada, via Passino, Garbatella, Roma
Gratis e per tutte le età!
❤️
Massimo Zampetti retweeted
SINDACATI RAI: SOFFRIAMO VEDERE GENTE PAGATA 300.000 EURO PER FARE L’1% #Filorosso #Patù #Rai bubinoblog.altervista.org/20…
Massimo Zampetti retweeted
Altro flop clamoroso di Patù il programma di RAI 2 raccoglie 1,2% di ascoltatori.
Un altro disastro targato @paolo_corsini
Massimo Zampetti retweeted
TORNATI!!!!!!!! 🔥🔥
IV edizione di 24 Frame al Secondo, concorso di cortometraggi per Under 25 dedicato a Fra ♥️
Partecipate e fate partecipare!
Presidente di giuria Nanni Moretti
Informazioni e regolamento su @Controchiave e piattaforma @FilmFreeway
🫶🫶🫶🫶🫶
Massimo Zampetti retweeted
"Ci sono fotografie di Scarpinato al lavoro con Borsellino e Falcone e ci sono fotografie di Delmastro con un camorrista"
Games
set
Match
Massimo Zampetti retweeted
Cara Ornella, oggi è il tuo compleanno. Il primo senza di te.
Quando sei entrata nella famiglia di Che Tempo Che Fa, hai riempito la nostra casa di affetto, ironia e candore.
Quante domeniche indimenticabili passate insieme e quanti momenti che resteranno.
Quanto affetto ci hai dato e quanto bene ti abbiamo voluto.
Domenica in prima serata sul Nove sarà possibile rivedere lo speciale che ti abbiamo voluto dedicare: Ornella Senza Fine.
Tanti auguri da tutti noi Ornella, sei sempre qui ❤️
Massimo Zampetti retweeted
Tassare gli extraprofitti di banche e petrolieri è prendere i soldi dalle tasche degli italiani, dice il #governomeloni
Invece tassare il TFR?
Devono andare a casa, subito!
#GovernoDellaVergogna
Massimo Zampetti retweeted
🔴 UN'ALTRA STANGATA SILENZIOSA SUI LAVORATORI: IL GOVERNO METTE LE MANI SUL TFR! 📉
Mentre si riempiono la bocca con promesse di "tagli alle tasse", nei fatti approvano norme che vanno a svuotare le tasche dei soliti noti.
Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore l'ennesima beffa per i lavoratori dipendenti: cambia il calcolo della tassazione sul Trattamento di Fine Rapporto (TFR).
❌ COSA HANNO FATTO? Hanno eliminato la clausola di salvaguardia (attiva dal 2006). Fino ad oggi, quando andavi in pensione o cambiavi lavoro, lo Stato confrontava le aliquote correnti con quelle del 2006 e ti applicava quelle più favorevoli. Era un paracadute fiscale per proteggere i tuoi risparmi. Dal 2027 questo paracadute sparisce per sempre.
🔴 CHI CI RIMETTE?
* Chi ha lavorato una vita intera: La nuova tassazione penalizzerà anche i soldi messi da parte negli anni passati, se l'uscita dal lavoro avviene dal 2027 in poi.
* Chi ha redditi medi e alta anzianità: Rischia di perdere migliaia di euro di liquidazione in un colpo solo, regalando punti percentuali di tasse in più allo Stato.
La liquidazione serve alle famiglie per respirare dopo anni di lavoro o per dare una mano ai figli. Tassarla di più non è una "riforma": è fare cassa sulla pelle di chi ha sempre pagato fino all'ultimo centesimo.
Fate girare!
#TFR #Fisco #Lavoratori #Pensioni #Diritti
Massimo Zampetti retweeted
Nell’ultimo anno e mezzo Fratelli D’Italia ha raggiunto il record negativo di arrestati per ‘ndrangheta #Report
Massimo Zampetti retweeted
Il governo Meloni, quello più longevo della storia, ha tagliato 400 milioni per il fondo di disabilità. In un paese civile il sistema dell'informazione dovrebbe innanzitutto aprire con questa notizia e poi chiedere di rispondere politicamente a chi di dovere. Invece, macché.
Massimo Zampetti retweeted
SALVATAGGIO GRUPPO SAN DONATO: MANGIANO TUTTI, LA FAMIGLIA ROTELLI, L'EX MINISTRO ANGELINO ALFANO, LA MOGLIE DI BRUNO VESPA E - OVVIO - IL FIGLIO DI LA RUSSA. E LA SANITA' PUBBLICA, OSSIA I CITTADINI PAGANO
FATE PAGARE A CHI LI VOTANO
Di Roberto Mileti
Il Gruppo San Donato (GSD) ha chiesto 1,5 miliardi di euro al mercato attraverso un'operazione ai limiti del rischio:
• Rating B (Titoli Spazzatura): Le agenzie internazionali (S&P) bocciano la solidità del Gruppo. Per avere i soldi, il GSD deve pagare interessi folli al 6,5%.
• Chi paga? Quegli interessi verranno pagati con i profitti derivanti dai rimborsi del Sistema Sanitario Nazionale. Cioè con le nostre tasse.
Nonostante il debito mostruoso, la proprietà (famiglia Rotelli) si è distribuita 100 MILIONI di euro di dividendi.
Si prendono i soldi a prestito, caricano l'azienda di debiti e si mettono il bottino in tasca immediatamente.
Ci vuole la manina dello stato, così i figli e i parenti dei potenti trovano incarichi e stipendi d'oro:
Angelino Alfano: L'ex Ministro di Giustizia, Interni ed Esteri siede sulla poltrona di Presidente del Gruppo. È lui il garante politico supremo.
• Augusta Iannini: Moglie di Bruno Vespa, siede nel CdA. Un legame diretto che garantisce una copertura istituzionale e mediatica senza pari.
• Geronimo La Russa: Il figlio del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, è inserito nei gangli del potere societario del Gruppo.
Se il tuo clan familiare mangia alla tavola di chi gestisce la sanità privata, tu politico non farai mai domande scomode sui bilanci o sulla qualità del servizio.
ECCO PERCHÉ RANUCCI DOVEVA ANDARE VIA!
Hanno cercato in tutti i modi di imbavagliarlo, delegittimarlo e farlo fuori perché con Report ha fatto quello che nessuno ha più il coraggio di fare: mettere il naso nel piatto dove mangiano tutti, senza guardare in faccia a nessuno, che siano di destra, di centro o di sinistra.
Vi siete chiesti perché appena si scalfisce il sistema dei grandi poteri economici e dei comitati d'affari sulla sanità parte la macchina del fango?
Perché quando tocchi i soldi, le banche, i debiti spazzatura e i "figli di" messi nei consigli d'amministrazione a svernare con stipendi d'oro, la politica trasversale si muove compatta per fare terra bruciata intorno a chi racconta la verità.
È lo stesso identico copione: stringono la cinghia e fanno i conti in tasca a noi per una scatola di pantoprazolo o per una visita medica che slitta di un anno, mentre i quattro baroni della sanità privata accreditata si indebitano fino al collo, si spartiscono 100 milioni di dividendi sulla nostra pelle e scaricano il rischio sullo Stato.
Se vi state chiedendo perché in questo Paese l'informazione libera e scomoda dà così fastidio, mentre la sgtragrande dei mediamangiano e servono i potenti, leggete bene come ci fottono e fate girare questo schifo il più possibile.
#governicchiodellorrore
Massimo Zampetti retweeted
«Da soli non ce la facciamo più»
Ci sono cinque parole, nella tragedia di Roma, che non riesco a togliermi dalla testa: «Da soli non ce la facciamo più».
Luca e Valentina avevano 42 e 41 anni. Bianca ne aveva cinque ed era una bambina con una grave disabilità. L’hanno uccisa e poi si sono tolti la vita.
Non riesco e non voglio trovare una giustificazione a quello che è accaduto. Uccidere una bambina non può averne.
Ma conosco bene quelle cinque parole.
Le conosco perché dietro ogni bambino con disabilità ci sono spesso una madre e un padre che diventano infermieri, assistenti, educatori, terapisti. Ventiquattr’ore al giorno. Senza ferie, senza malattia, senza domeniche. Senza che nessuno li abbia preparati a quel cambiamento così violento. E con una domanda che diventa sempre più angosciante: che cosa succederà a mio figlio quando io non ci sarò più?
Valentina aveva lasciato il lavoro per occuparsi di Bianca. Luca aveva trasferito il suo lavoro dentro casa per non lasciare sole moglie e figlia. Piano piano quella casa si era chiusa sul mondo. Più che l’inclusione si era praticata l’esclusione dalla società.
Erano seguiti dai servizi sociali. Non scrivo quindi che lo Stato non ci fosse. Sarebbe troppo facile e probabilmente falso.
Scrivo una cosa diversa: se una famiglia arriva a pensare di non farcela più, dobbiamo chiederci se quello che facciamo sia abbastanza.
Perché assistere una persona con disabilità non può significare consegnare la sua intera esistenza sulle spalle di una famiglia. Non possiamo chiamare amore ciò che troppo spesso diventa sostituzione dello Stato. Non possiamo considerare normale che un genitore rinunci al lavoro, alla propria vita, perfino alla possibilità di ammalarsi, perché altrimenti non c’è nessuno.
Servono assistenza domiciliare vera, sollievo, servizi continuativi, sostegno psicologico, strutture adeguate. Serve soprattutto che il “dopo di noi” cominci durante noi, quando i genitori sono ancora vivi e possono costruire insieme ai propri figli un futuro possibile.
Questa tragedia ha responsabilità che dovranno essere ricostruite e un orrore che non va attenuato.
Ma quelle cinque parole devono rimanerci addosso.
«Da soli non ce la facciamo più».
Una famiglia con una persona con disabilità non deve mai essere lasciata sola abbastanza a lungo da poterle pronunciare.
Massimo Zampetti retweeted
Non c’è amore più grande, non c’è dolore più inconcepibile.
Solo per oggi mi sento mamma di mia figlia e mio figlio che non c’è più.
Gli altri 364 giorni mi sento mamma di chiunque mi cerchi.
Che si è mamme di utero, ma anche solo di cuore
#festadellamamma
Massimo Zampetti retweeted
Grazie al Corriere della Sera e al direttore Luciano Fontana per aver ospitato queste mie parole.
La felicità non ha una forma sola. Noi, con i nostri figli, ne abbiamo imparata un’altra. E nessuno ci farà vergognare o ci chiuderà in casa.
Massimo Zampetti retweeted
A thunderstorm passes over lower Manhattan and One World Trade Center in New York, seen from the 102nd floor of the Empire State Building, Friday evening #newyorkcity #nyc #newyork @empirestatebldg #thunderstorm
Massimo Zampetti retweeted
#GIULEMANIDAREPORT
#Report e’ patrimonio di tutti, e questa sera collegati su RaiPlay stiamo dimostrando che insieme siamo più forti di chiunque provi a metterci il bavaglio.
P.S. Grazie a mia nipote Greta che ha preparato questo bellissimo cartello ❤️
Massimo Zampetti retweeted
La capitale d’Italia ostaggio delle pretese di un pugno di irriducibili.
Una vergogna nazionale
Roma,un cavallo delle botticelle crolla sull’asfalto, stremato dal caldo, dalla fatica e con il respiro affannoso e le gambe che non reggono più
Non è un caso isolato : è un sistema che ignora il benessere animale, costringendoli a lavorare fino allo sfinimento
#stopbotticelle
Massimo Zampetti retweeted
La cultura fa paura!
W @RaiTre
#melonigovernodellavergogna

































