Medico Veterinario/fotografa, perennemente sotto shadow ban di X #NoRearmEurope Segnalo e Blocco troll, troie e chi insulta 🐱☮🏳️‍🌈☯️🍉

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Replying to @LaStampa
Il leader dell'opposizione israeliana accusa Netanyahu di essere pro-Palestina e fanno campagna elettorale accusando Netanyahu di essere "troppo morbido con i palestinesi". NON È MAI stato Netanyahu il problema, ma Israele. Tutti uguali
Representatives from eight Israeli parties participating in an election debate on Israeli channel JNS all unanimously rejected the establishment of a Palestinian state
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Replying to @LaStampa
Eisenkot, il principale rivale di Netanyahu, uno dei padri della distruttiva Dottrina Dahiya: Io sono più genocida di lui, votatemi.
בנימין זה פלסטין. ב-27.10 זה או האיש שהתבטא בעד 2 מדינות עשרות פעמים ויקים ממשלת השתמטות, או ממשלת גיוס ציונית של ישר! עם איזנקוט.
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Replying to @LaStampa
L'opposizione a Netanyahu è peggio di lui. Israele è un'organizzazione terrorista, una società nazista matura e genocida.
“Tutti questi aiuti vanno ancora a Gaza. Dov’è smotrich? Dov’è netanyahu? Dov'è la vittoria decisiva? Dobbiamo chiudere i valichi, tagliare elettricità e acqua. Bibi ci sta portando a uno Stato palestinese” Eliora Kolichman, candidata di Yisrael Betenu, l’opposizione in Israele.
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Replying to @repubblica
L'opposizione a Netanyahu è peggio di lui. Israele è un'organizzazione terrorista, una società nazista matura e genocida.
“Tutti questi aiuti vanno ancora a Gaza. Dov’è smotrich? Dov’è netanyahu? Dov'è la vittoria decisiva? Dobbiamo chiudere i valichi, tagliare elettricità e acqua. Bibi ci sta portando a uno Stato palestinese” Eliora Kolichman, candidata di Yisrael Betenu, l’opposizione in Israele.
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L'opposizione a Netanyahu è peggio di lui. Israele è un'organizzazione terrorista, una società nazista matura e genocida.
“Tutti questi aiuti vanno ancora a Gaza. Dov’è smotrich? Dov’è netanyahu? Dov'è la vittoria decisiva? Dobbiamo chiudere i valichi, tagliare elettricità e acqua. Bibi ci sta portando a uno Stato palestinese” Eliora Kolichman, candidata di Yisrael Betenu, l’opposizione in Israele.
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Gli israeliani al voto sceglieranno tra due estremisti, boia assassini. Normale per un popolo fondato sul sionismo, una dottrina di sopraffazione e morte.
Replying to @NateB_Panic
Israel’s general election on Tuesday is a contest between two fascists whose only disagreement is how to more efficiently commit genocide and ethnically cleanse the Palestinians. More about Eisenkot here donotpanic.news/p/israels-ge…
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Il leader dell'opposizione israeliana accusa Netanyahu di essere pro-Palestina e fanno campagna elettorale accusando Netanyahu di essere "troppo morbido con i palestinesi". NON È MAI stato Netanyahu il problema, ma Israele. Tutti uguali
Representatives from eight Israeli parties participating in an election debate on Israeli channel JNS all unanimously rejected the establishment of a Palestinian state
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Eisenkot, il principale rivale di Netanyahu, uno dei padri della distruttiva Dottrina Dahiya: Io sono più genocida di lui, votatemi.
בנימין זה פלסטין. ב-27.10 זה או האיש שהתבטא בעד 2 מדינות עשרות פעמים ויקים ממשלת השתמטות, או ממשלת גיוס ציונית של ישר! עם איזנקוט.
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Replying to @repubblica
Eisenkot, il principale rivale di Netanyahu, uno dei padri della distruttiva Dottrina Dahiya: Io sono più genocida di lui, votatemi.
בנימין זה פלסטין. ב-27.10 זה או האיש שהתבטא בעד 2 מדינות עשרות פעמים ויקים ממשלת השתמטות, או ממשלת גיוס ציונית של ישר! עם איזנקוט.
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Replying to @repubblica
Il leader dell'opposizione israeliana accusa Netanyahu di essere pro-Palestina e fanno campagna elettorale accusando Netanyahu di essere "troppo morbido con i palestinesi". NON È MAI stato Netanyahu il problema, ma Israele. Tutti uguali
Representatives from eight Israeli parties participating in an election debate on Israeli channel JNS all unanimously rejected the establishment of a Palestinian state
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Replying to @repubblica
Questa è l'opposizione israeliana. Come la coalizione di governo, rimane impegnata nella colonizzazione del territorio palestinese occupato, in violazione del diritto internazionale. Israele è un'organizzazione terrorista irredimibile.
השטח בפרוזדור E1 מחבר את מעלה אדומים לירושלים - והוא נכס אסטרטגי ביטחוני חשוב וגם חלק בלתי נפרד מהתשתית העתידית של ירושלים. סיירתי היום עם ראש עיריית מעלה אדומים גיא יפרח וחברתי עליזה בלוך בעיר ובאזור, ועמדנו על האתגרים שמצריכים מאיתנו ממשלה חזקה וציונית שתדע להמשיך לפתח אותו. כל אזור עוטף ירושלים צריך לקבל מענה לאומי רחב מהמדינה - כחלק מהמטרופולין של בירת ישראל.
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Replying to @repubblica
Chiunque vinca Israele è merda
Ben-Gvir and Smotrich are not aberrations on the margins of Israeli politics. They reflect a strain of Zionism deeply embedded in the Jewish Israeli electorate. A March 2025 survey reported in Haaretz found that 82% of Jewish Israelis supported the forced expulsion/ethnic cleansing of Palestinians from Gaza, while 56% supported expelling Palestinian CITIZENS of Israel. Those figures shatter the comforting illusion that the problem begins and ends with a handful of extremists. The three leading contenders—Naftali Bennett, Gadi Eisenkot, and Netanyahu—share broadly similar positions on Gaza, the occupied West Bank, illegal settlements, and the systematic repression, subjugation, and oppression of all Palestinians. The central issue is not personality but policy, rooted in Zionist ideology: different leaders, substantial continuity. Any debate over the Abraham Accords must confront this same underlying reality. The Arab countries’ joint statement identifies Israel’s illegal military occupation as the principal source of regional insecurity and instability. On five occasions, Israel has rejected offers of normalization and security guarantees involving all Arab countries and additional Muslim states because those offers required an end to its brutal military occupation, now in its 59th year. The fundamental obstacle is not the absence of a diplomatic opening. It is Israel’s REFUSAL to end the MILITARY occupation. Replacing its prime minister is no substitute for changing that policy—and without that change, a new leader would represent continuity, not a break with the status quo.
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Replying to @repubblica
Gli israeliani al voto sceglieranno tra due estremisti, entrambi boia assassini. Normale per un popolo fondato sul sionismo, una dottrina di sopraffazione e morte.
Replying to @NateB_Panic
Israel’s general election on Tuesday is a contest between two fascists whose only disagreement is how to more efficiently commit genocide and ethnically cleanse the Palestinians. More about Eisenkot here donotpanic.news/p/israels-ge…
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Replying to @Agenzia_Ansa
L'impianto accusatorio su #YoussefSiher è un castello di carta, un plateale processo alle intenzioni nemmeno dimostrabile e soprattutto è un intento intimidatorio da parte di un governo reazionario volto a sopprimere il dissenso, come lo sono gli 8 ddl sicurezza.
C’è un grosso equivoco intorno alle proteste del 17 e 24 ottobre in Italia: vale a dire che a organizzare la prima data da cui tutto è cominciato sarebbe stato il cosiddetto “Movimento 17 Ottobre” (M1710), alla cui testa, secondo la Procura di Milano, ci sarebbe il trentenne giornalista freelance e attivista di origine marocchina Youssef Siher, in stato di fermo con l’accusa di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. Il primissimo vagito sui social, denominato Italia in Piazza, è apparso il 3 ottobre, per essere replicato poi il 5 ottobre con un profilo su Instagram e il 7 ottobre con il gruppo su Telegram. Invece, la batteria di canali e pagine digitali a cui corrisponde la sigla (Whatsapp, Telegram, Instagram) è stata creata la sera di domenica 18 ottobre. A rigor di fatti, quindi, il M1710 non è stato l’organizzatore della fatidica giornata, il giorno prima preceduta da manifestazioni studentesche, e che è rimasta mediaticamente marchiata dai danni e saccheggi a negozi di grandi marche da parte di qualche centinaio di adolescenti della zona di Milano (i “maranza”). Che Sahir possa essere stato, come si sostiene, la “mente” delle violenze sembra essere l’ipotesi degli inquirenti. Quel che però emerge dalla sequenza organizzativa apparsa sul web, unica e sola piattaforma della mobilitazione, smentisce che lo sia dell’intera protesta. Le due realtà presentano inoltre differenze significative. Il M1710 utilizza riferimenti alle rivolte arabe, al radicalismo di sinistra e a una strategia di protesta fluida, ispirata anche al motto "be water" delle manifestazioni di Hong Kong del 2019-2020. Italia in Piazza, invece, propone rivendicazioni legate al costo della vita, al diritto alla casa e allo studio, puntando a coinvolgere anche altre categorie in protesta, come agricoltori e camionisti. Con tutta evidenza, il carattere che palesa questa sollevazione degli under 30 italiani è un movimentismo, come si dice, spontaneista. Da quel che abbiamo potuto sapere, fra i due gruppi non c’è rivalità o condanna reciproca. Semplicemente, ci sono due sensibilità diverse di intendere l’agitazione: quella di M1710 più “francese” e barricadiera, quella di Italia in Piazza più “costruttiva”, più tattica. it.insideover.com/societa/it… #youssefsiher #m1710
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Replying to @insideoverita
L'impianto accusatorio su #YoussefSiher è un castello di carta, un plateale processo alle intenzioni nemmeno dimostrabile e soprattutto è un intento intimidatorio da parte di un governo reazionario, come lo sono gli 8 ddl sicurezza, volto a sopprimere il dissenso.
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L'impianto accusatorio su #YoussefSiher è un castello di carta, un plateale processo alle intenzioni nemmeno dimostrabile e soprattutto è un intento intimidatorio da parte di un governo reazionario, come lo sono gli 8 ddl sicurezza, volto a sopprimere il dissenso.
C’è un grosso equivoco intorno alle proteste del 17 e 24 ottobre in Italia: vale a dire che a organizzare la prima data da cui tutto è cominciato sarebbe stato il cosiddetto “Movimento 17 Ottobre” (M1710), alla cui testa, secondo la Procura di Milano, ci sarebbe il trentenne giornalista freelance e attivista di origine marocchina Youssef Siher, in stato di fermo con l’accusa di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. Il primissimo vagito sui social, denominato Italia in Piazza, è apparso il 3 ottobre, per essere replicato poi il 5 ottobre con un profilo su Instagram e il 7 ottobre con il gruppo su Telegram. Invece, la batteria di canali e pagine digitali a cui corrisponde la sigla (Whatsapp, Telegram, Instagram) è stata creata la sera di domenica 18 ottobre. A rigor di fatti, quindi, il M1710 non è stato l’organizzatore della fatidica giornata, il giorno prima preceduta da manifestazioni studentesche, e che è rimasta mediaticamente marchiata dai danni e saccheggi a negozi di grandi marche da parte di qualche centinaio di adolescenti della zona di Milano (i “maranza”). Che Sahir possa essere stato, come si sostiene, la “mente” delle violenze sembra essere l’ipotesi degli inquirenti. Quel che però emerge dalla sequenza organizzativa apparsa sul web, unica e sola piattaforma della mobilitazione, smentisce che lo sia dell’intera protesta. Le due realtà presentano inoltre differenze significative. Il M1710 utilizza riferimenti alle rivolte arabe, al radicalismo di sinistra e a una strategia di protesta fluida, ispirata anche al motto "be water" delle manifestazioni di Hong Kong del 2019-2020. Italia in Piazza, invece, propone rivendicazioni legate al costo della vita, al diritto alla casa e allo studio, puntando a coinvolgere anche altre categorie in protesta, come agricoltori e camionisti. Con tutta evidenza, il carattere che palesa questa sollevazione degli under 30 italiani è un movimentismo, come si dice, spontaneista. Da quel che abbiamo potuto sapere, fra i due gruppi non c’è rivalità o condanna reciproca. Semplicemente, ci sono due sensibilità diverse di intendere l’agitazione: quella di M1710 più “francese” e barricadiera, quella di Italia in Piazza più “costruttiva”, più tattica. it.insideover.com/societa/it… #youssefsiher #m1710
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Replying to @marattin
Per l'occidente, lo stato terrorista d'israele difende i valori giudaico-cristiani e fa il lavoro sporco anche per noi.
BREAKING: The Patriarchs and Heads of the Churches in Jerusalem condemn the brutal attack in Taybeh by masked Israeli settlers and reject Rabbi Dov Lior's Jewish religious ruling that "allows Jews to take the olives of Palestinians", calling it dangerous and unacceptable.
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Replying to @marattin
La "democrazia" israeliana è uno dei regimi di occupazione più oppressivi e letali del XXI secolo
The Israeli army prevented Palestinians from harvesting olives on their land in the village of Turmus Ayya in the West Bank. A Palestinian American holds up his passport and tells the soldiers he is an American citizen, but they prevent him from harvesting his land too. Meanwhile, the soldiers allow Israeli settlers to steal the olives.
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Replying to @marattin
La "democrazia" israeliana è uno dei regimi di occupazione più oppressivi e letali del XXI secolo
TODAY: Settlers trespassed into Palestinian cultivated land, and assaulted the landowners with pepper spray. Zionist forces arrived and declared a closed military zone, kicking out solidarity activists while allowing the settlers to stay
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