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Catanzaro, Calabria
Joined August 2013
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mi espongo, sperando che il senso di quello che sto per dire non venga frainteso.
al centro dei nostri discorsi devono esserci i problemi che quotidianamente ci affliggono, quelli che ci impediscono di vivere dignitosamente, di costruirci un futuro e di sognarne uno migliore. io rosico. rosico perché una manifestazione dovrebbe servire proprio a questo, ad accendere i riflettori su questioni troppo spesso ignorate, dare voce a chi non viene ascoltato e costringere chi ha il potere di intervenire a farlo. e invece oggi, si parla solo di atti vandalici, furti, vetrine spaccate e pietre lanciate contro le forze dell’ordine. episodi che finiscono per monopolizzare l’attenzione pubblica, spostando in secondo piano le ragioni di chi è sceso in piazza per una causa in cui crede. sono il primo a pensare che con i fiorellini e gli arcobaleni non ottieni nulla, una protesta deve farsi sentire, creare pressione, essere scomoda. ma essere scomodi non significa essere distruttivi. e fare rumore non significa necessariamente farsi ascoltare, c’è una differenza enorme tra mettere in difficoltà un sistema per costringerlo ad ascoltarti e compiere gesti che gli offrono l’occasione perfetta per distogliere l’attenzione da ciò che stai denunciando. ogni cazzo di volta che abbiamo l’opportunità di farci sentire collettivamente, bastano le azioni di qualche coglione (che di rivoluzionario hanno ben poco, diciamocelo) a spostare il dibattito su tutt’altro. spaccare una vetrina non risolve il problema per cui sei sceso in piazza, lanciare una pietra non rende più giusta la tua causa e distruggere qualcosa non equivale a cambiare qualcosa, anzi, rischia di produrre l’effetto opposto. quelle immagini diventano il centro della discussione, offrendo ai media l’assist perfetto per distogliere l’attenzione dai problemi reali. sarebbe sbagliato attribuire tutta la responsabilità a chi compie quei gesti. raccontare una manifestazione quasi esclusivamente attraverso i suoi episodi peggiori significa contribuire a oscurarne il significato. mentre però discutiamo di chi abbia rotto cosa e di chi debba essere condannato, i problemi che hanno portato le persone in piazza rimangono sullo sfondo, esattamente come prima. io non sto dicendo che la violenza debba essere ignorata o giustificata, mai potrei. però condannare la violenza e riconoscere la validità di una protesta sono due posizioni che possono coesistere. eppure, a giudicare da molte discussioni di oggi, sembra quasi che riconoscere una cosa significhi necessariamente negare l’altra. una manifestazione non può essere giudicata solo per le azioni pessime di alcuni, così come le ragioni di chi manifesta non possono perdere di significato per colpa di chi sceglie di comportarsi in quel modo, anche perché quei gesti non rappresentano automaticamente le intenzioni di tutti gli altri manifestanti. alla fine a pagarne le conseguenze sono le persone che avevano qualcosa di importante da dire. il problema non è che una protesta faccia rumore come molti stanno insinuando, il problema è quando quel rumore diventa così forte da coprire la voce di chi stava cercando di farsi ascoltare per davvero. e se alla fine di una manifestazione tutti ricordano le vetrine spaccate, ma nessuno ricorda più perché si fosse scesi in piazza, credo che abbiamo perso di vista la cosa più importante.
hanno preso una massima di @AnfetaMilan e l’hanno anche brandizzata con crodino.. (io non centro nulla)
20 anni di carcere per uscirne multimilionario, vediamola così sennò c’è da strapparsi i capelli
Garlasco, chiusa l'inchiesta: «I Ris di Parma sapevano che Stasi era innocente già nel 2007, ma nascosero la prova del Dna sui pedali» trib.al/tNnrRGx
meritiamo l’estinzione
il processo a una ragazza di ventitré anni perché ha fatto degli apprezzamenti su un suo coetaneo con il quale ha interagito quattro volte. Manco se stesse distruggendo un matrimonio, figli fuori non ne ha e il fidanzato non è un santo!!!
#gfvip























