Rita Indrio retweeted
Finalmente dopo un mese l’ho finitooooo.
Mi sono auto commissionata questo presepe per regalarlo a mia nonna per il suo compleanno.
Vi piace?🥰
Rita Indrio retweeted
MERAVIGLIOSA BASILICATA. L'ABBAZIA DI SAN MICHELE ARCANGELO CHE SI SPECCHIA NEI LAGHI DI MONTICCHIO.
Par🇮🇹le - Un gioco di parole al giorno (Wordle in italiano) share.google/fAmTm5h2xRTviHw…🇮🇹le n°1759 4/6
⬜⬜⬜⬜🟩
⬜⬜⬜⬜🟩
🟩🟩🟩⬜🟩
🟩🟩🟩🟩🟩
Rita Indrio retweeted
#scritturebrevi
@RIndrio #lipogiro #28ottobre #Lipogiranti #monoiniz3incroci
#castagne
caldarroste
colori #autunno
campagna #ottobre
caldo/e
Rita Indrio retweeted
Un pensiero al giorno a Padre Dall'Oglio e a tutte le persone rapite. Che tornino presto alle loro famiglie #PadreDallOglio @paoladelusa
SAN JOSÉ DORMIDO: EL SANTO DE LOS QUE YA NO PUEDEN MÁS
¿Te has sentido agotado? ¿Con la mente que no para ni durmiendo? ¿Con problemas que no sabes cómo resolver?
Así estaba San José.
El Evangelio no dice ni una sola palabra de San José. Ni una. Pero dice 5 veces: "José tuvo un sueño".
Mateo 1,20: Un ángel le dijo dormido que no dejara a María.
Mateo 2,13: Un ángel le dijo dormido "huye a Egipto, quieren matar al Niño".
Mateo 2,19: Un ángel le dijo dormido "ya puedes volver, Herodes murió".
Mateo 2,22: Un ángel le dijo dormido "no vayas a Judea, vete a Nazaret".
4 sueños que le salvaron la vida a Jesús. Todo mientras dormía.
Por eso el Papa Francisco tenía una estatua de San José dormido en su escritorio. Debajo le ponia papelitos con problemas imposibles. Dice: "Tú duerme, José, que yo no puedo. Encárgate tú".
San José entiende de:
• Hombres que trabajan y nadie les agradece
• Noches sin dormir por deudas
• Tener que proteger a la familia y no saber cómo
• Sentir que Dios te pide algo grande y tú te sientes pequeño
Él no hizo milagros ruidosos. Hizo lo que tenía que hacer, con amor, en silencio. Y mientras dormía, Dios trabajaba por él.
Si hoy tú ya no puedes más, haz lo que hacía el Papa:
escríbele tu problema a San José dormido.
Pon tu papelito debajo de su imagen. Dile: "San José, tú que soñaste, sueña por mí".
“San José dormido, ruega por mi familia"
Mucha gente dice que cuando se lo encargan a él, las cosas se acomodan solas mientras duermen.🙏
Rita Indrio retweeted
Un pensiero al giorno a Padre Dall'Oglio e a tutte le persone rapite. Che tornino presto alle loro famiglie #PadreDallOglio @paoladelusa
Rita Indrio retweeted
"Dès lors que nous n’avons plus de presse libre, tout peut arriver. Ce qui permet à une dictature totalitaire ou à toute autre dictature de régner, c’est que les gens ne sont pas informés ; comment pouvez-vous avoir une opinion si vous n’êtes pas informé ? Quand tout le monde vous ment en permanence, le résultat n’est pas que vous croyez ces mensonges mais que plus personne ne croit plus rien.
C’est parce que les mensonges, de par leur nature même, doivent être modifiés, et donc un gouvernement menteur doit constamment réécrire sa propre histoire. En tant que citoyen, vous ne recevez pas seulement un mensonge – que vous pourriez continuer à croire pendant le reste de vos jours – mais vous en recevez un grand nombre, selon la façon dont le vent politique souffle.
Et un peuple qui ne peut plus rien croire ne peut se faire une opinion. Il est privé non seulement de sa capacité d’agir mais aussi de sa capacité de penser et de juger. Et l’on peut faire ce que l’on veut d’un tel peuple."
Hannah Arendt
Rita Indrio retweeted
BREAKING: The Ethiopian Christian community mourns that 60 innocent people who were slaughtered by Islamists yesterday.
Rita Indrio retweeted
La sera del 27 ottobre 1962 veniva ucciso Enrico Mattei mentre si trovava in volo diretto a Milano.
Non si trattò di un incidente, ma di un attentato organizzato dai servizi segreti occidentali con la collaborazione di settori delle istituzioni italiane.
Mattei doveva essere
Rita Indrio retweeted
Este é São Maximiliano Kolbe. Quando os nazistas selecionaram dez prisioneiros para morrer de fome no bunker de castigo, um deles gritou que tinha mulher e filhos. Kolbe saiu da fila, falou em alemão perfeito e disse que era padre, não tinha família e queria tomar o lugar. Aceitaram. Durante duas semanas, na cela sem comida nem água, ele rezou, ouviu confissões e manteve os outros de pé. No fim, ainda vivo, recebeu uma injeção de ácido carbólico. O corpo foi queimado. Foi a lógica mais simples e mais antiga: se alguém deve morrer, que seja eu. No campo onde se tentava provar que o homem não vale nada, ele provou o contrário com a própria morte.
Rita Indrio retweeted
Quest’uomo si chiamava Enrico Mattei.
È stato uno dei grandi italiani del Novecento. Forse troppo grande.
Partigiano, comandante della Resistenza cattolica, politico, imprenditore illuminato.
Ma prima di tutto: un visionario.
Uno che letteralmente si è fatto dal niente, lui, nato povero nel 1906 da una modesta famiglia marchigiana, a vent’anni è già dirigente di una piccola azienda e a trenta imprenditore nel settore chimico.
Durante la guerra entra nella Resistenza e diventa uno dei capi del CLN. Viene pure arrestato dal fascismo ed evade dal carcere in modo rocambolesco un mese dopo. Organizza uomini, armi, viveri, costruisce reti di contatti tra preti, operai, contadini e industriali.
Finirà per essere uno dei sette esponenti del CLN alla testa della manifestazione, il giorno della Liberazione di Milano.
Finita la guerra, nel 1945 il governo gli affida il compito di liquidare l’Agip, considerata un carrozzone inservibile, un relitto del fascismo.
Lui disobbedisce. Capisce che l’Italia, se vuole rinascere, ha bisogno di energia, non di svendersi.
Così salva l’Agip, la rilancia, e nel 1953 fonda l’Eni, che diventerà il motore dello sviluppo economico italiano.
Non lo fa dietro una scrivania. Sale a bordo del suo aereo e vola direttamente a trattare coi Paesi produttori, rompendo il monopolio delle Sette Sorelle. Tratta tutti alla pari, offrendo ad arabi e iraniani il 50% dei profitti, violando le regole del cartello.
Fa dell’Eni un motore economico e insieme uno strumento di politica estera.
Collabora con l’Unione Sovietica, dialoga con i Paesi arabi, parla di dignità e indipendenza in un tempo (mai finito) in cui l’Italia è sotto l’influenza soffocante degli americani.
Rovescia la piramide nei rapporti tra Nord e Sud del mondo, e lo stesso fa anche nei rapporti tra “padrone” e dipendente, restituisce dignità ai lavoratori, realizza luoghi di lavoro e di socialità a misura d’uomo.
A molti quell’imprenditore ribelle che ha cambiato le regole del mercato, del lavoro, della politica e della comunicazione non piace.
Perciò già allora, e ancora oggi, sono in pochi a credere che sia stato solo un tragico incidente quello del 27 ottobre 1962, quando il suo aereo precipita nelle campagne di Bascapè poco prima di atterrare all’aeroporto di Linate.
Anni di indagini, inchieste, rivelazioni, sospetti - e pure silenzi, omertà e depistaggi - non riusciranno a far piena e definitiva luce su uno dei grandi misteri italiani.
Aveva 56 anni. Oggi sono esattamente 63 anni da quel giorno. E chissà come sarebbe cambiata la storia italiana senza quello schianto.
Enrico Mattei è stato un patriota vero al cospetto di tanti sedicenti patrioti.
Un italiano indimenticabile. E, per questo, in un Paese senza memoria né gratitudine, dimenticato. – at Reggio Emilia, Emilia Romagna
Rita Indrio retweeted
70 Christians were marched into a church and beheaded.
Women, children, and the elderly are being targeted by suspected ISIS-linked militants in the Congo. The ACLJ is taking this fight to the U.N. to demand justice and protection.
Stand with persecuted Christians: aclj.pulse.ly/mnpgf4c2cw
Rita Indrio retweeted
Dopo aver chiesto e ottenuto la testa di @SigfridoRanucci ,La Russa ora vuole anche quella della Ponzani.
Prepariamoci a sostenerla e a difendere la libertà di opinione e la ricerca storica.
Rita Indrio retweeted
Il Governo ha perso.
A #Napoli la #Polizia si è tolta i caschi e ha sfilatato assieme ai manifestanti aprendo loro la strada.
Il #governomeloni ha perso.
Condividete tutti queste immagini storiche.
#Sciopero #MELONIDISASTRO
Rita Indrio retweeted
La professoressa Ponzani non si scusa, anzi ha dato mandato al suo avvocato per eventuale controquerela nei confronti di larussa.
In maniera pacata, puntuale e precisa la prof.ssa #MichelaPonzani ha impartito una lezione di stile, di storia e di libertà al Presidente Ignazio #LaRussa che aveva annunciato di querelarla.
E ha ricordato una cosa importantissima: gli storici non servono a celebrare il potere ma a smontare le narrazioni di comodo.
Michela Ponzani torna a rispondere a Ignazio La Russa, contestando una concezione del potere che richieda deferenza ai cittadini.
A Otto e Mezzo, la storica collega il revisionismo alla riscrittura del passato per condizionare il presente: nella sua lettura, occultare la memoria del Paese favorisce “una cultura dei pieni poteri”. Da questa riflessione nasce il richiamo alla Costituzione: “Non siamo più sudditi, siamo cittadini. Io sono uguale al Presidente La Russa secondo l’articolo tre della Costituzione italiana, siamo uguali”.
Rita Indrio retweeted
Napoli è tutta qui, ma nessuno nei TG ne parla perché non ci sono morti ammazzati, e non c'è la “monnezza” in primo piano e non fa comodo ai soliti pregiudizi razzisti. Sabato a Piazza Municipio, durante il corteo contro il carovita, è andata in scena una lezione di civiltà e rispetto.
Quando i manifestanti hanno chiesto pacificamente agli agenti di togliersi i caschi al grido di “Unitevi al popolo”, le forze dell'ordine hanno risposto con intelligenza e rispetto. Hanno sciolto il cordone di sicurezza, si sono tolti il casco protettivo e hanno camminato a volto scoperto davanti e a fianco al corteo, accompagnandolo tra gli applausi della gente.
Un popolo di manifestanti civili che ha saputo protestare con enorme dignità e poliziotti che hanno dimostrato che si può gestire l'ordine pubblico con umanità.
Questa è la vera Napoli. Una città e un popolo di cui essere assolutamente orgogliosi






























