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Joined February 2026
Il tempismo vale quanto la revisione. Il nucleare belga torna in rete mentre il TTF supera i 90 €/MWh, ai massimi da fine 2022, con gli stoccaggi europei al livello stagionale più basso dal 2009. Scelta giusta👏
België en @ENGIE_energie zijn erin geslaagd de kerncentrales Doel IV en Tihange III in een half jaar volledig te reviseren, alle veiligheidsprocedures te doorlopen en weer op te starten. Terwijl sluiting gepland was. Dat is een applausje waard, vindt u niet? #grafiekvandedag
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Un addestramento AI può creare problemi alla rete elettrica. Quando tre aziende come Microsoft, OpenAI e NVIDIA concordano su un problema, conviene leggerlo. Sono andato alla sezione sulle specifiche di rete. Un po’ tecnica, ma è qui che si capisce tutto 👇
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Cosa non dice il dato? Dopo decine e decine di paper letti ho imparato a cercare a fondo nei dati ed ecco cosa non dicono questa volta: 1. Le soglie (0,1–20 Hz, 20%) sono esempi, non una norma. 2. Non c’è nessun valore di rampa in MW/s. 3. Non c’è nessun costo in dollari delle soluzioni. 4. Uno studio NERC del 2019 trovava la maggior parte di queste risonanze ben smorzate. 5. È il punto di vista di chi costruisce i cluster, non del gestore di rete.
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La mia lettura, da facilities è che finora una connessione si definiva così: quanti MW, quando, a che tensione. Adesso c’è una riga nuova che bisogna tenere sempre più in considerazione: la forma del carico. Lo storage non è più solo backup, è un filtro tra il cluster e la rete. La GPU non si accende se il pad non è pronto,e il pad non basta se il carico balla.
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Un rack AI passa dal 30% al 100% di utilizzo in millisecondi. Il problema non è il picco, è il ritmo: la stessa frequenza a cui oscilla la rete. Per questo l’accumulo sta cambiando mestiere. Ne parlo meglio nel mio articolo.
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🇷🇺🇺🇦 Altro data center russo colpito, e stavolta è pubblico. È quello del Ministero delle Finanze e del servizio fiscale federale a Gorodets, nella regione di Nizhny Novgorod. Il punto è l'architettura. Secondo il canale Exilenova+, è uno dei due centri chiave del fisco russo e lavora in configurazione geo-distribuita. Il ministero ha altri siti a Dubna e a Yerzovka. Su due siti attivi, ognuno deve poter reggere da solo tutto il carico. È la stessa domanda di Yandex: esiste un posto dove far ripartire il servizio? Il governatore conferma tre feriti e danni a edifici vicini. Danni al data center e servizi interrotti, per ora, nessuna fonte ufficiale li conferma. I data center sono diventati obiettivi. E il disaster recovery di solito si dimensiona sulla perdita di un sito, non su attacchi ripetuti.
🇷🇺🇺🇦 Terzo sito Yandex colpito in una settimana. Sono tre dei cinque grandi data center. Yandex dice che ogni record dei conti è salvato in più copie, su piattaforme diverse. Hanno verificato l'integrità e non hanno perso un solo record. Intanto almeno 84 servizi sono giù e Yandex Cloud gira in modalità limitata. Molti utenti non riescono a pagare né a vedere il saldo e la cosa peggiore è che non c'è una data di ripristino. I dati sono sopravvissuti. Il servizio no. Sono due ridondanze diverse. Copiare un dato su un'altra piattaforma è software, ma farlo girare altrove richiede megawatt, cooling e rack già energizzati in un altro sito, con margine per prendere il carico. Un piano di disaster recovery di solito prevede di perdere un sito, non tre DC su cinque nella stessa settimana. La capacità di riserva è dimensionata su quello. Resilienza vuol dire avere un posto dove far ripartire il servizio, e le copie dei dati da sole non bastano.
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L'Europa ha selezionato il suo primo progetto per togliere CO₂ dall'aria e metterla sotto terra. Si chiama Furu. Lo sviluppa Sirona Technologies a Øygarden, in Norvegia. Il problema è la scala. La fase finanziata arriva a 4.000 tonnellate l'anno, con un contributo fino a 9,1 milioni di euro. I 77 progetti selezionati insieme valgono circa 290 milioni di tonnellate in dieci anni. Furu ne pesa meno ~0,02%. Il numero chiave manca. Né la Commissione né l'azienda dicono quanta energia serve per catturare una tonnellata. Per il DAC è il dato che decide tutto. La posizione invece è chiara. Rete norvegese idroelettrica per oltre il 90%. Stoccaggio già operativo sotto il Mare del Nord. E non è ancora finanziato: gli accordi si chiudono nel primo trimestre 2027. Le tecnologie energivore vanno dove il kilowatt è pulito ed economico. Come i data center.
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Prendete il Kaleidos di Radiant, che la Marina americana ha appena scelto per la base di Crane, in Indiana. 1 MW, raffreddato a gas ad alta temperatura, niente acqua di raffreddamento, si trasporta già montato. Cinque anni di energia prima della ricarica, vent'anni di vita. Prima dell'avvio mancano ancora i test sul prototipo, la revisione ambientale e il percorso con l'NRC. Se passerà dalla nuova strada, sarà uno dei primi casi in cui capiremo se quei 12-18 mesi reggono davvero.
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⚛️⚡La regola NRC che aspettavo è arrivata. Da adesso, se un reattore è già stato autorizzato e testato dal Dipartimento dell'Energia o dalla Difesa, chi chiede la licenza commerciale può riusare quei dati e quelle analisi, invece di ripartire da zero. I tempi indicati sono circa 18 mesi per il primo esemplare di un progetto e 12 per quelli successivi. Il presidente Ho Nieh li chiama "target", e ci tiene a dirlo: «non è una scorciatoia, non è un compromesso». Per capire a chi può servire, guardate i microreattori. 👇
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⚡ Ieri è successa una cosa abbastanza particolare, ma che non mi lascia molto sorpreso visto le ultime politiche energetiche degli USA. Il Dipartimento di Giustizia ha appena chiesto ai giudici federali di revocare l'approvazione per un parco eolico da 700MW e anche ad altri due per un totale di 5,5GW.👇
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Intanto il nucleare va nella direzione opposta. A marzo il Natrium di TerraPower ha ottenuto il primo permesso di costruzione commerciale per un reattore commerciale non ad acqua leggera da oltre 50 anni. A settembre l'SMR di TVA a Clinch River è stato autorizzato in 14 mesi. E la NRC ha appena finalizzato una regola che punta a licenze in 12-18 mesi per i reattori già testati da DOE o Difesa.
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Quello che mi colpisce è il precedente. Negli USA il rischio regolatorio non dipende più dalla fase del progetto, ma dalla fonte. Oggi un parco eolico già acceso ha più rischio politico di un reattore ancora da costruire, e questo è un messaggio molto forte per chi si occupa di finanziare queste infrastrutture. Per chi finanzia infrastrutture energetiche è un costo nuovo, e asimmetrico.
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