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Le strade si dipartono come le punte di una stella. E ciascuna è la strada di Casa (H.Hesse)
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Non vi fate intortare dal FQ e da tutti quelli che scrivono che la Meloni non doveva commentare, quella frase citata da Verderami, istigava alla violenza e non alla disubbidienza civile. Vediamo se la Procura si appella
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London, 2026. A woman in a full burqa driving the 88 bus to Parliament Hill Fields. She can barely see, she can barely breathe, she can't be identified in an emergency. This is not integration. This is the end of Europe.
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La futura sindaca di Berlino ammette di avere paura dei propal.
Clamorosa rivelazione dello Spiegel. Il settimanale tedesco ha chiesto una intervista a Elif Eralp, candidata della Linke, che ha vinto a Berlino. Per errore, lo staff della politica di origine turca ha rimandato indietro anche lo scambio di mail per preparare le risposte. Elif Eralp scrive di avere timore di parlare di Ibrahim Ibrahim, attivista pro-Palestina, considerato vicino a Hamas e comparso nelle foto dei festeggiamenti elettorali del partito della sinistra tedesca. “Mio marito ha paura di queste persone e anche io, non posso mettere a rischio la mia famiglia” scrive la 45enne che chiede se si può annullare l’intervista e si lamenta che non avrebbe mai dovuto accettarla.
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Perchè il Fatto Quotidiano impedisce l'accesso ai conti di SEIF?
Hanno qualcosa da nascondere?
Il Fatto Quotidiano respinge la due diligence di Lmdv Media per l’Opa: no all’accesso ai conti ilsole24ore.com/art/il-fatto…
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VERGOGNA DIMMEERDA.
#MagistraturaDemmerda
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✍🏻 @GiovyDean
Ma certo che la GIP milanese Tiziana Landoni ha rimesso in libertà il marocchino Youssef Sihe, nonostante non abbia risposto alle domande a lui rivolte e nonostante le perquisizioni domiciliari a casa della famiglia a Mazzano e nell’abitazione milanese abbiamo portato al ritrovamento delle mappe di piazze, di appunti e del documento “Rivoluzione, istruzioni per l’uso – Liberamente ispirato al manuale della Rivoluzione egiziana del 2011”, ovvero la Primavera Araba della Fratellanza Musulmana. Non bisogna più ragionare secondo parametri emotivi di sconcerto. Siamo entrati ampiamente nell’epoca della post-democrazia dove nuclei decisionali che fanno capo al parastato stravolgono la realtà con decisioni che in passato ci sarebbero apparse anomale, ma che adesso nascono grazie al cambio dei paradigmi. “L’uomo in divisa è il nemico, il maranza che delinque è una risorsa da proteggere” è di fatto la narrazione dominante, in quanto lo stesso sistema parastatale ha destrutturato il dualismo designativo tra destra e sinistra, anteponendo le perversioni dei singoli e la necessità di espansione di sé stesso a ciò che le persone per bene hanno sempre inquadrato con obsoleti termini come “giustizia”. Altrimenti perché La Maggioranza comunale a Milano ha respinto la proposta di costituirsi parte civile per i danni delle devastazioni del 17 ottobre? Non può mica ammettere che gli immigrati abbiano devastato la città, seppur tutti sanno sia avvenuto esattamente questo. E dunque, anteponendo Il mio rispetto per Youssef Sihe che ha compreso il funzionamento delle meccaniche dell’impunità ed in questo effettivamente si è integrato alla perfezione, insisto: siamo approdati in uno scenario di post-democrazia che tutti conosciamo sotto il termine “anarchia” dal carattere istituzionalizzato. Questo processo non deve essere combattuto, perché sarebbe impossibile, bensì essere sfruttato a proprio vantaggio attraverso per imporre una narrazione che porti alla luce questo male attraverso il poter della comunicazione.
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Hannoun non ha spiegato dove finivano i soldi.
Youssef non risponde alle domande.
Travaglio non mostra i conti del suo giornale fallito.
La Albanese non spiega come gira il mondo coi conti bloccati.
A VOLTE I SILENZI SONO PIÙ CHIARI DELLE RISPOSTE.
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Massimiliano De Cristofaro
MA QUINDI NON CI CAPISCE UN CAZZO NESSUNO?
Quindi l’AISI, cioè l’Agenzia informazioni e sicurezza interna, non capisce un cazzo?
Il giovane viene rintracciato in casa di un’amica a Milano. In un primo momento, un giovane qualsiasi. Poi emerge che era già attenzionato dai servizi di intelligence per attività di monitoraggio precedenti e non collegate alle recenti manifestazioni di piazza.
Bene. Andiamo avanti.
Gli investigatori della Questura di Milano non capiscono un cazzo?
Evidentemente neppure gli uomini altamente qualificati della task force istituita dal direttore dell’AISI, Bruno Valensise, che hanno incrociato i dati informativi e trasmesso una segnalazione formale alla Pubblica Sicurezza.
Non capiscono un cazzo neanche loro?
E, seguendo questo ragionamento, non capiscono un cazzo neppure i funzionari, gli ispettori e gli agenti degli uffici investigativi della Questura di Milano che hanno materialmente condotto le indagini e operato l’arresto.
Ma non finisce qui.
Non capisce un cazzo neanche il pubblico ministero Francesca Crupi, in servizio presso la Procura della Repubblica di Milano, che ha sostenuto l’impianto accusatorio?
Poi arrivano gli avvocati del giovane e dichiarano:
"Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato e noi nell’udienza abbiamo contestato le imputazioni dal punto di vista del diritto".
Il giovane, nel frattempo, si avvale della facoltà di non rispondere agli inquirenti.
E infine arriva la decisione della GIP di Milano, Tiziana Landoni: "arresto non convalidato e nessuna misura cautelare disposta"
E allora?
Davvero dobbiamo credere che tutti questi professionisti, dagli apparati di intelligence agli investigatori, fino alla magistratura requirente, abbiano preso un abbaglio colossale?
Oppure dobbiamo semplicemente accettare che ogni istituzione abbia compiti diversi, valutazioni diverse e responsabilità diverse?
La magistratura giudicante ha pieno diritto di decidere autonomamente.
È un principio fondamentale dello Stato di diritto.
Ma altrettanto legittimo è chiedere spiegazioni, discutere le decisioni e interrogarsi sulla coerenza tra gli elementi raccolti dagli investigatori e le conclusioni raggiunte in sede cautelare.
C’è però un ulteriore elemento che merita di essere verificato e contestualizzato.
Secondo quanto riportato, la GIP Tiziana Landoni, che ha disposto la liberazione di Youssef Siher, figurerebbe tra i firmatari dell’iniziativa "Giuristi per Gaza", nell’elenco aggiornato al 24 settembre 2025, al numero 767.
La circostanza, se confermata, è un dato biografico.
Non dimostra, di per sé, alcun pregiudizio né un collegamento tra quell’adesione e la decisione giudiziaria.
Per sostenere una simile conclusione servirebbero elementi concreti, non semplici coincidenze.
Ma la domanda politica e istituzionale resta.
Quando gli apparati investigativi raccolgono informazioni, le incrociano e ritengono di dover intervenire, è legittimo domandarsi quali elementi siano stati ritenuti sufficienti e quali, invece, siano stati giudicati insufficienti dal giudice.
Perché la sicurezza dei cittadini e le garanzie dell’indagato non sono nemiche.
Sono entrambe parti dello stesso Stato di diritto.
E il diritto di fare domande non può essere riservato soltanto a chi è d’accordo con la risposta.
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Quindi un magistrato può fare politica ma un politico non può criticare il lavoro di un magistrato soprattutto se la decisione sembra politica?
Più che separazione dei poteri sembra vogliate la subordinazione dei poteri che non dovrebbero essere subbordinati.
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.@paolomieli: "Landoni avrebbe potuto scrivere che non c'era il pericolo del reato, invece la GIP ha voluto scrivere 37 pagine in cui ha voluto diffondersi in esaltazioni delle parole di Sehir, rimanga ai fatti non era necessario andare oltre".
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In Japan, an imam at the Kobe Mosque, in his sermon, advised Muslims not to take part in Japanese New Year celebrations, countdowns, and traditions such as giving money to children on New Year’s, calling them “haram.”
Videos of this sermon went viral on social media. After that, the controversy grew. People accused the imam of calling the Japanese New Year extremely abhorrent and of insulting Japanese culture.
When the video went viral and heavy outrage spread in Japanese society, the mosque administration came on its knees to apologize.
Is this genuine repentance, or an attempt to calm the opposition?
The question is: why are such sermons given in the first place when an apology has to be issued once caught?
But the truth is also that the same poison is mixed behind closed doors.
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🚨 BREAKING: Italian PM Giorgia Meloni rejects recognizing Palestine as a sovereign state.
In response, Antifa, the far-left group, riots in the streets, causing widespread destruction.
Trump is right, Antifa is a major terrorists organisation.
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Il GIP di Milano, Tiziana Landoni, che ha disposto la liberazione di Youssef Siher, è una dei firmatari dell'appello “Giuristi per Gaza”.
Che ve lo dico a fare.
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Schlein:"Facciamo un tetto al prezzo del carburante a livello nazionale,dinamico,flessibile,oggettivo e temporaneo"
Una supercazzola de gnente.Un tetto ai prezzi così dinamico e flessibile che mentre cerchi di capirne il significato,la benzina è già aumentata di 10centesimi
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La magistratura in Italia se ti difendi durante una rapina non esiterà a mandarti in carcere, SE SEI ITALIANO. Ma se sei un integralista islamico che inneggia alla jihad e fomenta rivolte violente nelle piazze, verrai rilasciato. I giudici islamo-comunisti sono un cancro
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Considero estremamente grave la decisione del gip di Milano di rilasciare Youssef Siher, ritenuto uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano la scorsa settimana. Rimetterlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese. Una scelta che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità. Alcune decisioni vanno prese con maggiore cautela e senso di responsabilità.
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La toga che ha liberato Sahir firmava appelli pro Pal. L’ira del centrodestra: “Siamo alla resa delle istituzioni” ilgiornale.it/news/cronaca-g…






























