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My new album #TheForkAndKnife is out now skepta.lnk.to/theforkandknif…
mi sono resa conto che non mi piace piu insultare gli uomini perchè non si offendono piu ma si arrapano mi avete rovinato l’unica gioia che mi era rimasta in questa vita
mai chiedere ad un angelo di rinunciare alle sue ali
come con il gatto?
Antonio Tiberi mette nel mirino il #GirodItalia 2027 dlvr.it/TW9Zyz
ho finalmente accettato che il problema n2 della ferrari è l'aver puntato tutto su leclerc x 10 anni consecutivi
ovviamente il problema n1 è john elkann
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In 2008, Travis Pastrana leaped from a plane without a parachute, placing his life entirely in the hands of his friends
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Replying to @andreaabodi
@andreaabodi La relazione del Consulente Tecnico del Tribunale di Alessandria, l’ingegner Romaniello, mette nero su bianco quello che urlo da anni: la corsa dove è morto il mio Giovanni non era in sicurezza. Le regole sono state calpestate.
La perizia dice chiaramente che:
* Il rettilineo d'arrivo era fuori norma: 110 metri invece dei 150 minimi e rigidi prescritti dal regolamento. Una volata al buio, subito dopo una curva cieca.
* Il pericolo era prevedibile: Qualsiasi esperto sa che in volata i ciclisti oscillano e "tagliano" la curva per recuperare centimetri. Era matematico che il gruppo si sarebbe ammassato proprio su quel lato sinistro.
* Mancavano le protezioni vitali: Gli organizzatori non hanno messo neanche il minimo sindacale di transenne richiesto dalla legge. Se ci fossero state le transenne a proteggere quel muro di mattoni maledetto, mio figlio oggi sarebbe qui con me.
* Le carte non erano in regola: La stessa Federazione Ciclistica Italiana ha dovuto ammettere che i documenti presentati non rispettavano l'articolo 38 sulla sicurezza. Mancava l'analisi dei rischi del percorso, mancava tutto.
Eppure, davanti a questa verità schiacciante, la Procura della Repubblica di Alessandria ha deciso di archiviare l’inchiesta penale per omicidio. Hanno liquidato la morte di un ragazzo dicendo che il ciclismo è "uno sport pericoloso".
No, io non ci sto. Esiste il rischio dello sport ed esiste la negligenza degli uomini. Giovanni non è morto per una fatalità, è morto perché chi doveva proteggerlo non ha applicato i regolamenti. Chi doveva controllare ha girato la testa dall'altra parte.
L'archiviazione penale è uno schiaffo alla memoria di mio figlio e alla sicurezza di tutti i ragazzi che ogni domenica salgono su una sella. Noi non ci fermiamo. La battaglia civile va avanti, ma soprattutto va avanti la battaglia per la verità. Lo devo a Giovanni, al suo sorriso, al suo futuro che qualcuno ha deciso fosse sacrificabile.
#GiustiziaPerGiovanniIannelli #GiovanniIannelli #SicurezzaNelCiclismo #MaiPiù



















