Solo il porno di Belen ho visto più volte, ma questo mi ha fatto eiaculare decisamente di più
#juvemerda
#radiatelajuve
Pagherei per guardare insieme a Boban, una partita dell' Inter con in campo Susic.
Vorrei sentire di persona le cazzate che inventa per negare l'inutilità di questo giocatore. Che giocasse solo in nazionale.
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La mia intervista di poco fa a 10 Minuti, con Nicola Porro. Buona serata.
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Fortunatamente l’Italia può contare su Giorgia Meloni. Una guida autorevole che non ha eguali.
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C’è un prima e un dopo in Europa con Giorgia Meloni. Prima si parlava solo di redistribuire gli immigrati irregolari tra gli Stati membri. Oggi la difesa dei confini e il rimpatrio rapido di chi non ha diritto di restare sono diventati una priorità condivisa.
Una svolta resa possibile dalla decisiva “maggioranza Giorgia”: un ampio consenso costruito attorno a una nuova visione del contrasto all’immigrazione illegale, che ha imposto in Ue un cambio di paradigma e reso l’Italia guida e modello di riferimento.
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REMIGRAZIONE: GIORNATA STORICA AL PARLAMENTO EUROPEO. UN ALTRO BOCCONE INGOIATO.
Ora la narrativa della sinistra che descriveva la remigrazione "impossibile" viene smontata. Come si attua le remigrazione? Come si mangia un elefante: un boccone alla volta.
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Oggi l’Italia ha ottenuto un grande successo: il Parlamento europeo ha approvato il nuovo Regolamento europeo sui rimpatri. Un provvedimento storico che consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell’Unione europea.
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No no no questa è da premio Nobel:
"Ilaria Salis, santa patrona dei beni altrui."
🍾🥂👏👏👏
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Un altro indagato per terrorismo sul palco di un partito della sinistra. L’unica domanda è: perché non possono più dire no?
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Teste di cazzo comuniste e sinistrate quanti italiani emigrati in Germania o in Svizzera avete visto comportarsi così vigliaccamente contro donne? Non è un caso isolato, ve ne mostro a centinaia di questi attacchi. Ci avete rovinati teste di cazzo PDiote!
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FRANCIA. IMMIGRATI LANCIANO DAL BUS UNA DONNA INCINTA. MA LA VERA EMERGENZA IN EUROPA È L’ISLAMOFOBIA
Perché stiamo tollerando tutto questo in casa nostra? Perché chiamiamo “rifugiati” coloro che ci odiano e ci combattono? Perché continuiamo a giustificare ogni crimine se a compierlo sono i nostri ospiti? Perché non usiamo il pugno duro? Perché non rimpatriamo in massa quelli che mostrano di non avere alcun rispetto nei nostri riguardi? Perché assolviamo? Perché vittimizziamo i carnefici se stranieri? Perché ci stiamo facendo cancellare?
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LONDRA. BANDA DI GIOVANISSIMI IMMIGRATI ASSALTA UN SUPERMERCATO E SPARGE VIOLENZA
Questo tipo di criminalità dilaga in tutta Europa. Segno che la situazione ci è sfuggita di mano e che stiamo pagando le ripercussioni di politiche dissennate protratte per decenni, politiche che hanno annullato i confini e affermato il principio che non esistano limiti.
Occidente, svegliati! Reagisci!
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Belfast brucia. E presto le fiamme potrebbero arrivare alle nostre case, accese da chi ha reso l’immigrazione incontrollata un affare di soldi e politica.
Torniamo in Ulster per vedere il nostro futuro prossimo. Sessantadue incendi in cinque ore, autobus rovesciati, case di minoranze etniche date alle fiamme, famiglie con neonati in fuga scortate dai vigili del fuoco.
Uomini mascherati che sfondano porte e gridano "stranieri fuori" in quartieri dove trent'anni fa si sparava tra cattolici e protestanti.
La miccia, lunedì notte: Hadi Alodid, trent'anni, sudanese, richiedente asilo con status di rifugiato, ha aggredito un ignaro passante con un coltello da cucina colpendolo alla schiena, al volto e agli occhi.
Poi, come mostra il video visto da milioni di persone, ha portato la lama a ripetizione al collo della vittima. Solo le bastonate dei passanti hanno impedito la decapitazione.
Una settimana prima l'Inghilterra aveva guardato attonita le immagini di Henry Nowak, diciotto anni, ammanettato dagli agenti mentre moriva dissanguato, perché il suo assassino, inglese di seconda generazione, aveva gridato al razzismo e la parola era pesata più del sangue.
Il pogrom è barbarie. Ma la domanda vera non è chi ha acceso il fuoco. È chi ha accatastato la legna per trent'anni.
Chi liquida le fiamme come "violenza dell'estrema destra" racconta una cronaca falsata, perché in piazza sono scese persone che mai si sarebbero sognate persino di sfilare con un cartello di protesta.
Chi cerca la causa deve guardare altrove: alla sistematica inversione dell'integrazione che la sinistra europea ha imposto come dottrina per un ventennio.
Non sono gli ultimi venuti a doversi integrare, ma chi è nato nella nazione ospitante deve assimilare le loro regole e abitudini e soddisfare le loro richieste. Una follia incredibile.
E non si parli di integrazione mancata come se fosse un processo ancora in corso.
Nelle stazioni, nei centri commerciali, nelle piazze del sabato sera, i maranza hanno già risposto: rapine di branco, aggressioni gratuite, devastazioni per noia e per odio. Non sono emarginati in cerca di riscatto.
Sono seconde e terze generazioni che rifiutano il Paese dove sono nate, ne disprezzano le regole, ne aggrediscono i coetanei. Non chiedono inclusione: rivendicano territorio.
Chi liquida tutto questo come cronaca straniera non ha letto la cronaca italiana.
Modena, 16 maggio. Un italo-marocchino lancia l'auto contro la folla e ferisce sette persone. La risposta della sinistra che governa la città arriva puntuale come un riflesso condizionato: caso isolato, gesto di uno squilibrato, nessuna matrice.
Poi, però, è calato un silenzio assoluto quando dai dispositivi elettronici di El Koudri sono emerse ricerche su attentati commessi in Europa, scaricamento di materiale jihadista.
E lo schema si è ricomposto: non l'esplosione improvvisa di un folle, lo studio paziente di un modello.
È la macchina della derubricazione, oliata da anni di esercizio: ogni attentatore diventa un pazzo, ogni allarme diventa razzismo, ogni critica diventa islamofobia.
È lo stesso copione recitato per ogni episodio che la sinistra non vuole vedere. Quando il fatto è innegabile, si cerca la causa nella vittima o nel contesto. Lo stupratore non sapeva.
L'accoltellatore era fragile. L'investitore era abbandonato dai servizi sociali. La colpa non è mai di chi agisce: è di chi non ha saputo accogliere, includere.
Diciannove giorni dopo, nella stessa Modena, lo stesso sindaco che aveva minimizzato ha accompagnato nelle scuole elementari un indagato per associazione con finalità di terrorismo, braccio destro dell'uomo ritenuto il vertice di Hamas in Italia.
Davanti a lui, bambini di sei anni battevano le mani al ritmo di cori per la Palestina. Non sanno cosa sia il 270 bis. Sanno già da che parte stare: qualcuno ha deciso al posto loro.
Perché l'indottrinamento non è un incidente, è un metodo. Scolaresche in ginocchio verso la Mecca, guidate nella preghiera da un imam. Piani dell'offerta formativa che fissano tra gli obiettivi didattici il riconoscimento dei Cinque Pilastri dell'Islam.
Nel Trevigiano, una scuola cattolica ha portato bambini di tre anni in moschea, dove sono stati fotografati inginocchiati sul tappeto della preghiera rivolti verso la Mecca, con le maestre velate "per rispetto".
Tutto in assenza di qualsiasi intesa tra lo Stato e le comunità islamiche, dunque senza alcuna base giuridica. Quale altra confessione entrerebbe nelle aule pubbliche da una porta che la legge non ha mai aperto?
Laura Boldrini era stata profetica parlando degli immigrati. Riletta con gli occhi di oggi, più che una profezia fu una fatwa. Affermò che "I migranti sono l'avanguardia di quello stile di vita che presto sarà lo stile di vita di moltissimi di noi".
E qualcuno la ha presa sul serio e, nell’attesa di arrenderci, ha iniziato a giustificarli un po’ troppo.
Quando la resa culturale arriva nei palazzi di giustizia, il cerchio si chiude.
Il vertice di questa parabola giudiziaria si è toccato due volte. La prima a Rimini, dove nel 2017 quattro stranieri stuprarono in gruppo una turista polacca e una transessuale peruviana su una spiaggia.
La consulente psicologa nominata dal tribunale ha scritto che l'imputato congolese non aveva "piena consapevolezza della gravità del reato" perché "nel suo contesto di provenienza il rispetto per l'autodeterminazione sessuale della donna non era adeguatamente acquisito".
Tradotto: nel suo Paese si stupra, dunque non poteva sapere che qui non si fa.
La seconda a Salerno, dove l'avvocato Carmen Di Genio, membro del Comitato Pari Opportunità della Corte d'Appello, ha dichiarato testualmente: "Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare."
Sono parole pronunciate dentro le aule di giustizia. Non da commentatori anonimi. Lo stupro diventa "incomprensione culturale".
Il resto è contorno grottesco: a Padova un maiale di plastica in vetrina diventa un'offesa da rimuovere, nel Paese della mortadella. Si sorride, ma è il sorriso di chi misura quanto il terreno sia già morbido.
La sinistra minimizza perché ammettere significherebbe processarsi: ha spalancato le porte, scritto le regole deboli, ha aperto le aule, ha coltivato la dottrina dell'integrazione rovesciata.
Ma la legna accatastata non smette di essere legna perché qualcuno vieta di nominarla. Belfast ha mostrato il finale del film. L'Italia sta ancora girando le scene che lo preparano.
Belfast non è lontana. È soltanto in anticipo.
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Lilli #Gruber, la regina delle mezze verità di regime, ci prova col colpo basso sulla moglie rumena di #Vannacci. Risultato? Una figura di merda epica. La solita faziosa rancida e ignorante. Umiliata da Vannacci in mondovisione senza nemmeno alzare la voce. Sublime.
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A Venturina, in provincia di Livorno, un giovane di origine straniera in caserma per sottoporsi all’obbligo di firma ha dato in escandescenze e ha cercato di colpire un #carabiniere. Questi delinquenti non meritano di stare in Italia!
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Houses occupied by migrants in Belfast… torched.
A Sudanese migrant trying to behead an Irish man is not just going to be brushed under the carpet. Enough is enough.
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