Loretta Canu retweeted
Sono le 10:10 di venerdì 6 novembre. Apro Instagram, vedo quel video e piango.
È un pianto bittersweet, come si dice in inglese: consapevoli che sarebbe finita, consapevoli che non avremmo voluto che finisse mai, che in qualche modo tu potessi diventare qualcosa di cui non avremmo mai voluto fare a meno.
Caro @darren_cahill , spero che queste parole ti arrivino in un modo o nell’altro.
@janniksin ha già detto tutto, ma permettimi di aggiungere qualche parola da parte nostra: spettatori di questo bellissimo rapporto, onorati di aver preso parte a questo viaggio.
C’è un motivo chiaro e semplice per cui sei entrato nel cuore di quel ragazzo: penso risieda nel profondo rispetto che hai verso le persone buone e gentili. Perché sono come te, e quindi vi siete semplicemente trovati. Ed è tutto racchiuso in questa frase:
“That tennis is important but it’s not everything, that being a good player starts with being a good person.”
C’è un altro motivo chiaro e semplice per cui sei entrato nei cuori di tutti noi: in quel box portavi un pezzo di noi, con le nostre ansie e le nostre paure, con le parole e le rassicurazioni che avremmo voluto dire in certi momenti.
Dai tuoi sguardi si percepiva tutto, e quella tua figura metteva pace.
Quel papà che, a Cincinnati, diceva di giocare con il cuore.
La cosa più bella per me rimane quel tuo sguardo verso il basso, dopo la finale degli US Open del 2024: le mani appoggiate alla balaustra, solo con i tuoi pensieri.
Tu più di tutti sapevi cosa significasse quella vittoria. Tu sai cosa sono stati quei mesi, e in quel gesto eri ancora una volta tutti noi.
Ho avuto la fortuna di vederti allenare Jannik dal vivo. Se in tv si percepisce già tanto, dal vivo emerge la straordinaria professionalità: il vostro allenamento è una sorta di rito, in cui ognuno ha una parte precisa e la svolge con la regolarità di un orologio svizzero.
Grazie di tutto, Darren. Sono sicuro che quando una persona come te se ne va, in realtà è come se restasse. Perché se sai lasciare il segno, nessuno se ne va mai veramente. Jannik ne è consapevole. Noi tutti lo siamo.
Ciao ♥️🦊!
Un bellissimo viaggio insieme.
Sei stato determinante per la crescita del campione #Sinner, ma ancor di più per quella dell’uomo Jannik. Noi tifosi, abituati alla tua presenza rassicurante nel box, ti saremo per sempre riconoscenti. Grazie @darren_cahill
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secondo me dovete tutti capire un concetto e cioè si può essere consapevoli del riscaldamento globale e soffrire comunque il freddo e il buio presto e se io dico che a 15 gradi sto letteralmente tremando anche sotto i maglioni non vuol dire che abbia provato piacere a 40 gradi
Dire ‘ho un grande carico mentale’ non significa ammettere solo di essere stanchi.
Il carico mentale va molto più in là, attecchisce alla nostra identità.
Ogni volta che teniamo sotto controllo tutto, che proviamo a ricordare tutto, pian piano smettiamo di sentire noi stessi.
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Il problema non è soltanto economico secondo me. Se un ragazzo cresce con la sensazione che, nonostante studi, lavori e faccia sacrifici, non potrà mai permettersi una casa o costruirsi una vita indipendente allora il problema diventa anche sociale e generazionale
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Funziona così:
- Decine di migliaia di persone manifestano contro il governo
- Decine di infiltrati creano disordini
- Il Governo evidenzia i disordini
- I media parlano dei disordini e non delle ragioni di chi manifesta
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Niente è paragonabile alla prima passeggiata che fai per esplorare la città dopo aver lasciato i bagagli in hotel.
Una decisione dolorosissima 💔
Si legge nei tuoi occhi, Jan. Ma è necessaria per sperare in un proseguo di carriera ai più alti livelli. Ci hai abituato bene, regalandoci gioie sportive che non credevamo possibili. Torna presto, noi saremo qui ad aspettarti #Sinner
Il più bel ricordo di Elena Pero è di @paolobertolucci, suo compagno di telecronaca in tante partite leggendarie e testimone insieme di momenti memorabili per il tennis italiano. Spero che il Maestro possa accompagnarci ancora in futuro nel racconto dello sport che amiamo tanto
Un grande dispiacere questo prematuro addio. Se ne va una delle grandi voci del tennis, testimone con il suo racconto denso di dati e aneddoti di tante pagine incredibili di questo sport
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La voce di Elena Pero era un suono familiare, di quelli che si riconoscono a istinto. Come il modo di scampanellare al citofono del fidanzato, oppure il rumore della serranda al mattino.
Banali consuetudini, che finiscono per diventare parte del modo in cui stiamo nei giorni. Parte del modo in cui li ricordiamo.
La voce di Elena è stata mille pomeriggi, mille notti e qualche alba commovente. È stata erba, cemento e terra. È stata fusi orari e continenti. Anni, stili, cambiamenti. Sempre, ha accettato l’onore di raccontare la vittoria e l’onere di riempire il silenzio della sconfitta.
Sorrido, pensando a quante volte l’abbiamo sentita esclamare “Ouch!” quando in campo qualcosa andava storto. L’espressione massima di disappunto, la furia cieca di un peluches.
Quando, invece, di fronte a lei succedevano meraviglie, il tono diventava squillante come quello di una bambina. Non aveva alcuna importanza chi fosse a compierle, perché era chiaro come il Sole, che al di sopra dei singoli lei amasse il tennis.
Elena ha portato via con sé la voce e un pugnetto di grazia che serviva dannatamente a questo mondo.
Oggi tocca a noi riempire il silenzio che ha lasciato. Scusa, Elena, forse qualcosa andrà storto perché non sappiamo come si fa. Ouch!
#tennis #elenapero
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Ciao Elena e grazie per averci raccontato il primo italiano trionfante a Wimbledon.
Loretta Canu retweeted
Non ho parole.... Elena.... Il tennis senza di te non sarà più lo stesso.... Non è giusto... Non è mai giusto... Grazie di tutto... Finale Wimbledon.. 😥🫶🫶🫶🫶
























