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+++ MUST READ +++ Intervista a @NPagnoncelli via @antonellocapor2 @fattoquotidiano importante per la #comunicazione politica e non solo. I social rafforzano le proprie convinzioni non ampliano il consenso. E' la logica del "mi piace". Incidono più i talk e la Tv generalista 1/4
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La crescita non arriva dalla spesa pubblica altrimenti noi saremmo campioni del mondo
#sapevatelo
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E poi ancora oggi a rileggere Pannella su Israele si capisce il senso di una battaglia giusta.
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📊 #Supermedia Youtrend per @Agenzia_Italia (e var. rispetto al 15 ottobre):
FdI 27,9% (+0,7)
PD 20,2% (+0,1)
M5S 11,9% (-0,5)
FI 7,4% (0)
AVS 6,2% (-0,2)
Lega 6,1% (+0,1)
FN 6,1% (-1,1)
Azione 3,3% (+0,1)
IV 2,4% (0)
+E 1,5% (-0,2)
PLD 1,3% (-0,1)
NM 1,1% (-0,1)
SCN 1,1% (0)
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Francesco Boccia (Pd) dice due cose false. Non è vero che la spesa sanitaria è sotto il 6% del pil: è al 6,4%. Non è vero che Meloni ha aumentato la spesa per la Difesa al 5%: è al 2,1%, dopo la ricatalogazione delle spese di quando era all’1,5% (nessun aumento reale). La spesa salirà nel 2027 dello 0,2% del pil con la NEC Ue. ilfoglio.it/economia/2026/04…
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°°°Fratoianni conferma quanto avevamo scritto la settimana scorsa su Linkiesta
Nel Pd, e fuori, c'è chi prepara l’aut-aut per Schlein: o candidata premier o segretaria linkiesta.it/2026/10/nel-pd-…
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Il lungo affair Putin-Musk: “È geniale, noi in stretto contatto con i partner americani e con lui”
L’ammissione clamorosa del presidente russo afferma ciò che il capo di SpaceX ha sempre negato. ecco la guerra che c'è dietro
su @LaStampa
lastampa.it/esteri/2026/10/2…
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Very positive and constructive conversation with @elonmusk today.
Italy is looking with great interest at the opportunities offered by assisted driving technologies, with a focus on innovation and road safety, and supports a swift EU approval of Tesla Assisted Driving.
Thanks for the exchange, Elon!
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“Cuanto más serena está la mente, mayor es la fuerza con la que enfrentas la vida.”
— Marco Aurelio
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“El socialismo es un enemigo de la libertad —y no me refiero solo a la economía planificada, sino también a todas esas actitudes que el socialismo fomenta: dependencia, pasividad, conformismo, envidia, falta de responsabilidad personal y falta de iniciativa”
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Ogni anno la Ragioneria Generale dello Stato pubblica un documento dove c’è scritto tutto quello che serve sapere su come stanno realmente le cose sulle pensioni.
Il problema è che nessuno lo legge, soprattutto i politici che parlano più spesso di pensioni.
Noi del Partito Liberaldemocratico lo abbiamo letto.
E vogliamo attrarre la vostra attenzione su 3 punti.
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#Israele ha votato. Tutti hanno votato.
Ieri in #Israele si è votato, e hanno votato tutti: ebrei, arabi, drusi, beduini, cristiani. L'affluenza è stata la più alta da oltre vent'anni. Gli arabi israeliani sono andati alle urne in massa e, secondo i primi dati, porteranno alla Knesset il numero di deputati più alto della loro storia, quasi il doppio di quelli che avevano. Ora potrebbero decidere chi governa il Paese. Sono cittadini con diritti e doveri. Votano, si candidano, vengono eletti, siedono in Parlamento, nei tribunali, negli ospedali, nelle università. Nel 2021 un partito arabo, Ra'am, è entrato per la prima volta in una coalizione di governo. Un giudice arabo, George Karra, ha presieduto il collegio che ha condannato un Presidente della Repubblica.
In #Israele un ex primo ministro è finito in carcere e il premier in carica è sotto processo, perché nessuno è al di sopra della legge. Questa è la democrazia israeliana: l'unica democrazia di stampo occidentale del Medio Oriente. Elezioni libere e alternanza al potere, una magistratura indipendente, una stampa che attacca il governo ogni giorno senza che nessun giornalista finisca in prigione. Le opposizioni scendono in piazza a centinaia di migliaia, le donne hanno pieni diritti e a Tel Aviv sfila uno dei Pride più grandi del mondo. Provate a cercare tutto questo a Teheran, a Damasco, a #Gaza o a Ramallah. Chi continua a ripetere la parola "apartheid" farebbe bene a guardare i numeri di questa elezione. I fatti lo hanno smentito.
#GAZA
A #Gaza da quasi vent'anni comanda un regime feroce. Ha preso il potere con la forza, non ha mai più indetto un'elezione nazionale e ha speso miliardi in tunnel invece che in scuole e ospedali. Oggi è decimato: decine di migliaia di miliziani e fiancheggiatori, in gran parte eliminati nonostante la rete sotterranea costruita per proteggerli. Ricordiamolo: dal 2005 a #Gaza non c'è più un solo israeliano, né un solo ebreo. Il governo Sharon li ha ritirati tutti, smantellando gli insediamenti. Persino i morti sono stati riesumati e le loro ossa riportate in #Israele. #Gaza ebbe allora la possibilità di diventare un luogo di pace e di sviluppo. Scelse un'altra strada. Oggi, e già prima del #7ottobre, un israeliano che provasse a entrare a #Gaza da civile, disarmato, non ne uscirebbe vivo. Questa è la differenza tra le due società: in una gli arabi votano e siedono in Parlamento, nell'altra un ebreo non può nemmeno mettere piede.
#CISGIORDANIA
E in #Cisgiordania? Anche lì non si vota da vent'anni. Le ultime presidenziali sono del 2005, le legislative del 2006. Abu Mazen fu eletto per quattro anni: il suo mandato è scaduto nel 2009, e lui è ancora lì. Le elezioni annunciate per novembre sono state rinviate di nuovo, poche settimane fa, al 2027. Una cosa però l'Autorità Nazionale Palestinese non l'ha mai rinviata: gli stipendi ai terroristi detenuti e i vitalizi alle famiglie dei cosiddetti "martiri". Nel 2025 aveva promesso di abolirli. Il Dipartimento di Stato americano ha certificato che li ha semplicemente ribattezzati, versando 200 milioni di dollari in un anno. Chi parla di "apartheid in #Cisgiordania" dimentica gli Accordi di Oslo, firmati dai palestinesi stessi, che hanno diviso il territorio in tre aree. L'Area A, con le grandi città, è sotto pieno controllo dell'ANP. L'Area B ha un controllo misto: amministrazione civile palestinese, sicurezza israeliana. L'Area C è sotto controllo israeliano, in attesa di un accordo definitivo che i palestinesi hanno rifiutato più volte, a Camp David nel 2000 e con Olmert nel 2008. Non sono colonie di uno Stato straniero, ma territori contesi. Prima del 1967 non appartenevano a nessuno Stato palestinese, che non è mai esistito: li occupava la Giordania. Il loro destino doveva essere deciso al tavolo dei negoziati, e quel tavolo non lo ha abbandonato #Israele.
L'apartheid è segregazione su base razziale dentro uno stesso Stato. Qui c'è un conflitto territoriale irrisolto tra due popoli, con un'autorità palestinese che governa i suoi, non li fa votare e paga chi uccide.
L'IGNORANZA DELL'OCCIDENTE
In Occidente si conosce troppo poco ciò che #Israele vive ogni giorno, da quando è nato come Stato riconosciuto dalle Nazioni Unite. Guerre, attacchi, terrorismo, infamie, campagne d'odio. Eppure è ancora lì, e ogni volta, anche sotto le bombe, va a votare. Lo disse #MarcoPannella a #Gerusalemme nel 2002, davanti al Congresso sionista: "Israele è divenuta una metastasi di democrazia e di civiltà in Medio Oriente", e per questo vogliono distruggerla.
I regimi che la circondano temono il contagio della libertà. Ventiquattro anni dopo, mentre a Ramallah si rinviano ancora le elezioni e a #Gaza si contano le macerie lasciate da Hamas, in #Israele hanno votato tutti. #Arabi compresi.
Questa è la risposta a chi grida apartheid עם ישראל חי Am Yisrael Chai. Il popolo d'Israele vive.
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Non potendo più sostenere che Israele pratichi l’apartheid - visto che i cittadini arabi sono andati a votare in massa - ora ricorrono all’argomento secondo cui i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania non votano alle elezioni israeliane (le loro, peraltro, non si tengono più da vent’anni).
Ma sostenere che questi palestinesi dovrebbero votare per il Knesset implica che dovrebbero essere cittadini israeliani, e quindi propendono di fatto per uno Stato unico, non per la soluzione dei due Stati.
E vai di cortocircuiti mentali.
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Primarie: libertà di candidature Tra tutti i partiti, dentro ogni partito.
Inevitabilmente con doppio turno.
Le primarie servono a scegliere la persona che guida la coalizione e il governo.
La persona. Non il partito.
Scelto da tutti gli elettori a prescindere dal partito.
Conte contro le primarie a due: "E' giusto che i cittadini possano decidere tra diversi candidati" ilfoglio.it/politica/2026/10…
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Per tanti commentatori pro-Pal, Israele non sarebbe una democrazia solo perché il voto non ha avuto l’esito che volevano loro.
Eppure gli israeliani hanno votato con un’affluenza del 77,7% in uno dei sistemi elettorali più proporzionali al mondo, pensato per rappresentare tutte le sfaccettature dell’unica democrazia vera e autentica del Medio Oriente.
Oggi si parla apertamente della possibilità di far entrare due partiti arabi nel prossimo governo.
Forse il vero “problema” di Israele è proprio questo: una democrazia plurale e viva da far continuamente incespicare i suoi detrattori nei loro pregiudizi ideologici.
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++#BREAKING Gli Stati Uniti hanno avvertito diversi stati del Golfo di prepararsi per una possibile campagna militare breve e intensa vs l'Iran dopo le elezioni di midterm
Il sistema di difesa missilistica Patriot trasferito in Israele. Forze USA riforniscono le munizioni (WSJ)++



























