
Libertarian Right 🪽 For a Free 🇮🇷 - political scientist. #javidshah
Berlin, Germany
Joined November 2022
- Tweets12.3K
- Following2.5K
- Followers2.3K
- Likes18.8K
Pinned Tweet
Le bugie della sinistra marxista e islamista sulla Savak: come fu costruito il "mostro" nel contesto della Guerra Fredda
Nel contesto della Guerra Fredda, l'Iran dello Scià Mohammad Reza Pahlavi era un alleato strategico degli Stati Uniti, situato lungo il confine con l'Unione Sovietica.
Il Paese:
- ospitava basi americane,
- riforniva di petrolio l'Occidente
- rappresentava una barriera contro l'espansione sovietica in Medio Oriente.
In questo scenario, gruppi armati di ispirazione marxista tra cui i Fedayeen-e Khalq e alcune frazioni dei Mojahedin-e Khalq e gruppi islamisti condussero una campagna di lotta armata contro il regime.
Nello stesso periodo, in Europa occidentale, organizzazioni come la Rote Armee Fraktion in Germania e le Brigate Rosse in Italia portavano avanti attentati, sequestri e omicidi contro lo Stato e i suoi rappresentanti.
Fondata nel 1957 con l'assistenza iniziale della CIA, la Savak (Sazeman-e Ettela'at va Amniyat-e Keshvar) fu l'agenzia di sicurezza e intelligence incaricata di contrastare queste minacce interne.
I suoi metodi sorveglianza, arresti, interrogatori duri e, in alcuni casi documentati, esecuzioni extragiudiziali, rientravano nelle pratiche di contro-insurrezione diffuse durante la Guerra Fredda, adottate sia da regimi autoritari sia da servizi occidentali in contesti di conflitto come il Vietnam, l'Algeria e l'America Latina.
Una narrazione costruita da esuli marxisti e islamisti, da intellettuali di sinistra occidentali e dalla propaganda rivoluzionaria trasformò tuttavia la Savak in un apparato di repressione senza precedenti, gonfiando i numeri, aggiungendo episodi non verificati e presentando l'insieme degli oppositori come vittime innocenti.
Questo articolo ricostruisce, con esempi documentati, come si sia formata questa narrazione.
👉🏻 Il contesto della lotta armata: Iran ed Europa
In #Iran , a partire dagli anni Sessanta e soprattutto dopo l'attacco di Siahkal del 1971, i gruppi marxisti passarono all'azione armata: assalti a posti di polizia e gendarmeria, rapine in banca per autofinanziarsi, attentati ed eliminazioni di funzionari del regime e agenti di sicurezza, alcuni dei quali causarono vittime tra i civili e il personale straniero.
I Fedayeen-e Khalq, influenzati dalle teorie di guerriglia urbana di Marighella e Debray, teorizzarono e praticarono questa forma di lotta; tra i loro principali ideologi figurava Bijan Jazani, arrestato nel 1968 e giustiziato nel 1975 dopo aver continuato a scrivere dal carcere.
Parallelamente, gruppi islamisti radicali condussero azioni simili, tra cui il rogo del Cinema Rex di Abadan, il 19 agosto 1978, quando quattro militanti appiccarono il fuoco a una sala cinematografica chiusa a chiave, uccidendo tra le 377 e le 470 persone presenti.
La propaganda anti-Shah attribuì immediatamente l'episodio alla Savak.
In Europa, la RAF nella Germania Ovest e le Brigate Rosse in Italia operavano con metodi analoghi, attentati, sequestri (celebre il caso di Aldo Moro), omicidi di rappresentanti dello Stato e di civili e gli Stati europei risposero con leggi speciali, carceri di massima sicurezza, isolamento prolungato e, in alcuni casi, tecniche di interrogatorio dure: in Germania emersero accuse di "tortura bianca" legate all'isolamento estremo, oltre a controversie sulle morti in carcere dei leader della RAF nel 1977; in Italia furono adottate misure di emergenza analoghe.
Pur trattandosi di democrazie, questi Stati impiegarono dunque strumenti repressivi severi contro il terrorismo di sinistra.
La vicinanza dell'Iran all'Unione Sovietica, unita alla presenza di movimenti islamisti radicali nei paesi limitrofi Afghanistan, Iraq, Libano rendeva il contesto regionale particolarmente sensibile: il regime temeva sia infiltrazioni sovietiche sia la destabilizzazione a opera di gruppi armati marxisti e islamisti.
👇🏻 Continua
Studenti e ricercatori sono spesso le spie e i propagandisti migliori: difficilmente colleghiamo la scienza a secondi fini. E se a muoversi è una donna, la strategia tende a funzionare ancora meglio.
Insomma, è un po’ come la svastica. Chi si tatua una svastica non è per forza neonazista, perché “secondo le sue origini significa benessere e pace”...
Siamo seri: Allahu Akbar ha sempre avuto un significato ben preciso(politico). In Iran per esempio, quando salti di gioia, non urli Allahu Akbar.
🤣🤣
Replying to @putino
Nei Paesi islamici questa frase rappresenta una espressione di gioia e di fede religiosa, che viene usata in tanti momenti della vita di una persona. Il fatto che sia stata usata dagli attentatori islamici non cambia di una virgola questo dato di fatto.
Più le auto diventano sicure, più guidare diventa pericoloso: la sicurezza del veicolo, infatti, incoraggia comportamenti irrazionali da parte di conducenti che non rispettano alcuna regola.
ora, rileggetela.
Avrebbero dovuto insegnarci molto più economia a scuola e all’università.
Tutte le politiche sbagliate che hanno danneggiato l’Occidente, anzi, il mondo intero, nascono dall’ignoranza economica.
All’attenzione dei comunisti invidiosi:
Il patrimonio netto è il valore complessivo di tutto quello che possiedi (immobili, investimenti, beni, liquidità, ecc.) meno i debiti. Non si riduce ai soldi che hai sul conto corrente.
Ho rivisto tutte le stagioni di Friends: ho riso un sacco, ma alla fine mi sono anche un po’ rattristato. Oggi quella serie avrebbe offeso un sacco di persone. Il declino culturale...
È impossibile ascoltare un aspirante comunista che vive grazie ai vantaggi del capitalismo difendere i governi comunisti.
Molti aspiranti comunisti sono dei privilegiati che non hanno mai dovuto emettere una busta paga né realizzare un progetto con un budget prestabilito. Sono persone che non pagano alcuna conseguenza per ciò che dicono e ciò che fanno.
Shadmehr 🗽 retweeted
Harry Styles waving the REAL Iranian Lion and Sun flag on stage! 🦁☀️🇮🇷 That means EVERYTHING. A people crushed by an Islamist terror regime are finally being SEEN.
This time, Iranians are fighting for their freedom with Reza Pahlavi, their true leader, despite the West trying to silence him.
THANK YOU, HARRY, for standing on the RIGHT SIDE OF HISTORY! ❤️🔥 @Harry_Styles
Ammetto di ascoltare raramente la musica iraniana. Dopo quasi trent'anni in Europa ascolto musica occidentale, e l'ultimo film iraniano che ho visto non so nemmeno più quando fosse.
Oggi, però, sto riascoltando un po' di vecchia musica. Con la nuova musica pop iraniana, sia quella prodotta all'estero sia quella ufficiale e underground che nasce in Iran, non mi identifico più. La musica è legata ai ricordi, e in trent'anni io ne ho archiviati altri.
Comunque, dicevo: ascoltando, mi colpisce quanto la musica di quell'epoca parlasse d'amore. L'amore tra l'uomo e la donna, quello che la Repubblica islamica ha abolito per più di trent'anni'anni. Quante cantautrici brave hanno dovuto lasciare il Paese! Quante sono morte all'estero senza poter vivere della propria arte! Non era tutto rose e fiori, ma era ancora permesso tenersi per mano per strada e cantare d'amore.
È vero che oggi in Iran, che i mullah vogliano o meno, i giovani cantano lonstesso. Ma sono state sacrificate almeno due generazioni di artisti: gente giovane, innamorata, che guardava al futuro... invano.
Foto: una delle più famose cantautrici iraniane"Googoosh"
Quando a 17 anni distribuivo i volantini a tempo pieno e guadagnavo 600 euro netti (con quei soldi mi sono comprato la prima macchina due anni dopo), non andavo a rubare i vestiti di Chanel e non spaccavo le vetrine del Carrefour.
Quando te la prendi col "maranza" 11enne e ti senti un figo pensa che sua madre per potergli dare da mangiare e mandarlo a scuola pulisce o pulirà il sedere a tua nonna o a tua mamma in una Rsa per 6 euro l'ora. Pensaci.
Readers added context they thought people might want to know
Nessun resoconto giornalistico assegna alla madre dell'11enne della Barona una professione specifica come badante o OSS in RSA. Le cronache indicano solo che vive isolata, non parla italiano e la famiglia è in difficoltà.
milano.repubblica.it/cronaca/2026/1…
cdt.ch/news/mondo/sac…
milano.corriere.it/notizie/cronac…
milano.corriere.it/notizie/cronac…
Shadmehr 🗽 retweeted
If there are any Iranians living abroad who have trusted contacts in Isfahan, please reach out to me via DM. I would be very grateful. 🙏
اگر از ایرانیان عزیز خارج از کشور کسی هست که در اصفهان آشنایان مورد اعتماد داره، ممنون میشم لطفاً از طریق دایرکت با من تماس بگیره. از لطف و همراهی شما صمیمانه سپاسگزارم. 🙏
Il 28 febbraio 2026 gli Stati Uniti, insieme a Israele, hanno lanciato la guerra contro la Repubblica Islamica. Nel giro di pochi giorni, una certa fetta di sinistra ha cominciato a far girare meme che esaltavano la "cultura iraniana" contro quella americana. Il più gettonato diceva più o meno: "In Iran il 90% delle donne è laureata."
I dati dicono altro. È vero che le donne sono la maggioranza dei nuovi iscritti all'università e che l'alfabetizzazione femminile è altissima. Ma nelle discipline STEM la quota di donne è intorno al 33-35%, non al 70 o al 90. Soprattutto, la partecipazione femminile alla forza lavoro è ferma attorno al 14-18%, una delle più basse del pianeta. La disoccupazione femminile è al 15-17%, quasi il doppio di quella maschile, e tra le laureate è ancora più alta. Molte donne istruite finiscono quindi a fare lavori che non richiedono una laurea, oppure restano fuori dal mercato. Non succede perché "la cultura occidentale le opprime", ma perché il regime impone barriere legali, ideologiche ed economiche. Una società che forma milioni di donne e poi non le lascia lavorare non è un modello di emancipazione: è uno spreco di capitale umano.
Il quadro generale non è migliore. Dopo quasi cinquant'anni di Repubblica Islamica l'economia dipende ancora in modo pesante dal petrolio. Il rial ha perso, dal 1979, oltre diecimila volte il suo valore ed è in caduta libera. Una fetta enorme della popolazione, soprattutto giovane e istruita, non vede l'ora di andarsene. Un Paese da cui chi ha studiato scappa non è un esempio da contrapporre all'Occidente.
Si può criticare la guerra, le sue motivazioni e le sue conseguenze, e ci sono argomenti seri per farlo. Ma idealizzare il regime che si vuole difendere, con statistiche inventate o lette al contrario, non è una posizione politica: è tifo. Parte della sinistra anticapitalista, in questo caso, sembra conoscere del mondo soprattutto quello che le arriva dai meme.











