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Joined June 2011
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Il nuovo stadio di San Siro permetterà ad Inter e Milan di ridurre significativamente il gap con le big europee e ai tifosi di sognare di vedere in nerazzurro e rossonero i nuovi Ronaldo e Van Basten? La considerazione che nessun giornalista presente al Castello Sforzesco e nessun content creator dalla sua cameretta si è preoccupato di fare è l’unica che dovrebbe interessare davvero ad addetti ai lavori ed appassionati. Forse perché la risposta è negativa, visto che le ultime stime disponibili, in attesa del Piano di Fattibilità Economica, indicano ricavi incrementali aggregati per circa 120 milioni di euro l’anno, 60m per ogni club. A regime, ossia, se tutto va bene, non prima del 2035, se si venderanno sempre tutti i 13 mila biglietti premium alle aziende e quando saranno terminati anche i lavori di riqualificazione dell’intera area, con hotel, centro commerciale, uffici, store ufficiali e probabilmente anche appartamenti. Cifra da cui, per almeno 20-25 anni, si dovranno dedurre una cinquantina di milioni per ripagare i finanziamenti per completare l’intera operazione che i club hanno per una parte già richiesto e ottenuto da un pool di istituti finanziari solo per comprare l’area. Cosa resterà ai futuri Marotta e Cardinale da spendere ad ogni sessione estiva di mercato? Un Jones o un mezzo Ramos in più, dando per scontato che i prezzi dei cartellini restino questi. Anche il tanto strombazzato accordo per il naming rights del nuovo impianto con #Generali non è poi così conveniente: se i 13 milioni l’anno che incassano i club ogni stagione sono una cifra in linea con i parametri europei attuali, essersi vincolati per un quarto di secolo con la compagnia di assicurazione impedirà di sfruttare il trend crescente delle sponsorizzazioni sportive. L’affare lo faranno sicuramente le due proprietà di Inter e Milan che possedendo una intera zona di Milano ulteriormente riqualificata, sicuramente non degradata e ben servita dalla metro, potranno raggiungere l’obiettivo minimo di una valutazione dei club di almeno due miliardi di euro quando, Oaktree prima di Cardinale, li metteranno in vendita. I tifosi invece potranno assistere alle partite in uno stadio nuovo, più tecnologico, più green e più comodo, con spazi più ampi, con più ristoranti e bar e bagni migliori, ma con meno di 60mila posti a disposizione e con prezzi aumentati, visto che circa 13mila saranno dedicati a sky box ed hospitality. Dovendo anche digerire l’abbattimento del Giuseppe Meazza che per molti, se non per tutti, è una icona della città tanto quanto Duomo e Scala. Ne vale la pena? Evidentemente sì, visto che le poche voci dissonanti e critiche sono spesso isolate se non apertamente ostracizzate o esposte al pubblico ludibrio social. Ma Inter e Milan non saranno più competitive in Champions, saranno solamente più ricche le loro attuali proprietà con una speculazione edilizia mascherata da investimento sportivo .
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CHIVU AD UN BIVIO La seconda sconfitta consecutiva in Champions League, la settima nelle ultime otto disputate con l’unica inutile vittoria a Dortmund, ha tutta l’impressione di essere uno spartiacque per il futuro di Chivu. E non per la classifica in Europa che con questa cervellotica formula permette a quasi tutti di sbagliare anche 3 o 4 partite rischiando solo di avere un sorteggio più complicato ai playoff. Il 4 a 3 con cui il Bruges ha banchettato a San Siro è l’ultimo episodio del nuovo corso tattico nerazzurro che segue per la prima volta le idee di calcio del tecnico rumeno, dopo una stagione in cui si è preoccupato sapientemente più di ricostruire il morale dei reduci da Monaco che di porre significativi cambiamenti all’identità tecnica lasciata da Inzaghi. Pressing, recupero palla in zona offensiva e rischiare l'uno contro uno in difesa sono i suoi principi ispiratori e in estate ha legittimamente orientato la campagna acquisti in questo senso, centrale di difesa escluso. Se in serie A il gap a livello di gioco e rosa sulle rivali è tale da potersi permettere di andare in svantaggio di 2 gol senza mai perdere, in Champions il discorso è diverso perché le avversarie giocano già un calcio verticale, molto più veloce, offensivo e orientato sulle fasce e quindi la sfida si gioca spesso sugli episodi. Il Bruges e prima ancora il Real hanno vinto con merito, ma non sarebbe stato uno scandalo se l’Inter le avesse vinte entrambe. Prendersi però così tanti rischi, subire così tanti tiri e ripartenze senza essere concreti in zona gol e senza riuscire a mettere in campo una fase di non possesso fatta di equilibrio e marcature preventive assomiglia molto da vicino a un suicidio tattico. Chivu si trova così davanti a un bivio: insistere sulle sue idee, migliorandone l’applicazione e facendo qualche scelta di formazione più coerente (Bisseck centrale, due centrocampisti che corrono sempre in campo) oppure tornare al passato, abbassando di 10 metri la linea, inserendo un esterno più difensivo e bloccando un centrocampista in più per avere superiorità numerica quando si perde palla. La scelta, all’apparenza logica, non è banale perché chiedere a un tecnico, specie se giovane, di adattarsi continuamente alle contingenze, come a Parma, rischia di confinarlo ad un ruolo di gestore del presente e di nasconderne le doti di costruttore di un progetto che garantisce sempre una panchina. La gratitudine a Marotta insomma ha un limite nel rispetto delle proprie ambizioni e delle proprie idee. A meno di essere consapevole di non avere i giocatori adatti e ricettivi, con scorie mentali in Champions ancora da smaltire, o più realisticamente di non essere ancora capace di insegnarle al meglio. A quel punto vale sempre il vecchio aforisma che è meglio tacere e sembrare stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio. Vale anche per Chivu. #InterBruges #Chivu
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Male qui l'Inter
0/10 - Per la prima volta nella sua storia, la #Juventus non schiera nemmeno un italiano tra i 10 giocatori titolari di movimento in una partita di #SerieA. Stravolgimento. #SassuoloJuve
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13 settembre 2025: Adzic segna al 91' il gol del 4-3 della Juve sull'Inter 13 settembre 2026: Adzic firma al 94' il gol del 3-2 del Sassuolo sulla Juve
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Ho ricostruito le tappe e i retroscena dello strappo tra Ausilio e la proprietà dell'Inter che ha posto fine a una storia professionale e sentimentale di 28 anni. urly.it/31gjf2
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20 anni senza Giacinto Facchetti. 634 presenze, 75 gol e una vita dedicata ai colori nerazzurri. Giocatore, dirigente, Presidente. Leggenda e ispirazione, dentro e fuori dal campo. Per sempre Nerazzurro 3️⃣🖤💙 👉 bit.ly/3TbYrDK
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Spazio flash questa sera per commentare assieme la prima giornata di campionato e la nostra vittoria contro il Monza! teapawt.org/i/spaces/1MJgNbWdLXPGL

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L’ imbecillità dei genitori non è un caso. Persone che non sanno confrontarsi con il mondo reale succubi di una insistente disinformazione fomentata da farabutti. Spalleggiati anche da forze politiche. Il risultato è che stavolta una bambina è morta. E nessuno si vergogna.
Una bambina di 4 anni, Anna Rosa Bartolotta, è morta nella notte all’ospedale Civico di Palermo per difterite. La piccola non era stata vaccinata subito dopo la nascita per volontà dei genitori. Da quanto hanno detto ai medici erano convinti che l’autismo di un cugino fosse dipeso dal vaccino trivalente. Ricoverata in gravi condizioni sabato, la bambina era stata intubata e trasferita in terapia intensiva
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Ripetiamolo insieme: nessuna squadra al mondo sacrifica i propri obiettivi prioritari per le mancate cessioni. L'Inter è la squadra con in rosa meno giocatori fuori progetto al mondo. Sono tutte banze
⚫️🔵🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿👀 L’Inter considera Curtis Jones il suo obiettivo prioritario fin da maggio e adesso ritiene che l’operazione con il Liverpool possa andare in porto per una cifra intorno ai 35 milioni di euro. Al momento, però, non c’è ancora il via libera per presentare una nuova offerta: prima dovrà concretizzarsi la cessione di Davide Frattesi. Una volta definita l’uscita del centrocampista italiano, l’Inter ha comunque intenzione di tornare alla carica per Jones prima della chiusura del mercato @FabrizioRomano
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Vi chiedo un aiutino. Ho fatto una gita in montagna con 2 amici e uno ha ripreso la scalata per metterla sul canale YT. Anche se non vi interessa vederlo, anche un like o meglio ancora dare hype (basta cliccare i 3 puntini) aiuta a farlo girare. Grazie! youtu.be/vQtJG9_SFi0?is=_t0Z…
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Sincero? I nomi che stanno uscendo per il mercato dell'Inter mi fanno cagare. Falliti tutti gli obiettivi principali, con buona pace della preparazione di Chivu, io aspetterei metà agosto e poi andrei di "too good to go" tra le top europee sperando di pescare bene.
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Trevoh Chalobah: il centrale che cambia il peso della costruzione Il tratto che distingue Chalobah dai centrali nerazzurri è il volume tecnico. Al Chelsea ha una quota passaggi alta, riceve molto e partecipa con continuità alla prima uscita. Verticalizza poco e forza raramente la giocata progressiva: il contributo è nella pulizia della costruzione e nella gestione del possesso. Sulla capacità di giocare alto i dati impongono cautela. La sua altezza media difensiva è inferiore alla baseline Inter, e solo una quota limitata delle sue azioni difensive avviene in metà campo avversaria. La media dei difensori del Chelsea però è anch'essa più bassa di quella dell'Inter: il dato può riflettere il baricentro della squadra e i compiti nella linea più che un limite individuale. I numeri descrivono un difensore orientato a lettura e copertura, non ad aggressione alta continua. In una struttura con baricentro più alto il comportamento potrebbe cambiare. Da centrale porta sicurezza nella prima costruzione: consolida l'uscita, attira pressione, offre un appoggio pulito ai centrocampisti. Per volume e tipo di contributo il riferimento più vicino nella rosa Inter è Akanji. Da braccetto ha già giocato sul lato destro di una difesa a tre. Copre alle spalle del quinto e difende il canale laterale mantenendo lucidità con il pallone. Per conduzione e progressione resta lontano da Bastoni, e nel gioco aereo non è un riferimento dominante. Il contributo in quella posizione è la copertura preventiva. Per l'Inter il profilo aggiungerebbe stabilità in costruzione dentro una linea difensiva che vuole difendere in avanti mantenendo il controllo del pallone.
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Esattamente come Palestra.
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Boh, per me non è nemmeno una questione di soldi (sono sicuro che alla fine verrà fuori che il netto sarà di 3 milioni). Come per Vicario qualche stagione fa, i giocatori si rompono le balle di aspettare i tempi dell'Inter, magari gli toccava anche andare in ritiro con l'Atalanta
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3/3, TRIPLETE! 🏆🏆🏆🤩 Buon 22 maggio, #InterFans! 🖤💙 #ForzaInter
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Emery has won the Europa League 5 times and with three separate clubs. But they all have Villa in the name
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Naturalmente ci saremo io e @AngelOne_ a fare gli onori di casa, ma aspettiamo anche i soliti amici @AlessandroPalm @vaslonado e tutti gli altri...
Beh magari questa sera proviamo a sentirci per l’ultimo commento alla stagione appena conclusa e, perché no, per sparare sentenze sulla prossima! teapawt.org/i/spaces/1yJAPMZaBaoGb

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ASCOLTI DAZN 37ESIMA GIORNATA SERIE A (2.432.425) In termini di ascolti tv è stata la peggiore giornata, per distacco, del campionato. Non c'era un numero così basso dalla 37esima giornata dello scorso anno. Cosa accomuna le due giornate? La contemporaneità. Quando chiedete, anche a ragione per carità, perché non ci sono mai gare in contemporanea. La risposta è molto semplice: gli ascolti CROLLANO. Com-Par* 18.193 Gen-Mil 325.358 Juv-Fio* 316.266 Pis-Nap 212.901 Rom-Laz 345.142 Zona Dazn 309.927 Int-Ver 414.076 Ata-Bol 119.932 Cag-Tor 71.227 Sas-Lec* 44.907 Udi-Cre 43.623 Zona Dazn 210.873 *in co-esclusiva con Sky Totale ascolti DAZN giornata 37 Serie A 2024/2025: 2.372.907 Totale ascolti DAZN giornata 37 Serie A 2025/2026: 2.432.425 Totale ascolti DAZN prime 37 giornate rispetto allo scorso anno: +21.943.414 (media +593.065 a giornata)
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