Guido Crosetto retweeted
"Guardandovi, sento di poter avere più fiducia nel futuro.
Avete fatto una scelta importante, non facile, che merita rispetto e ammirazione. Una scelta che colpisce ancora di più dopo le immagini di violenza arrivate da Milano in questi giorni.
Ritengo possiate essere una sorta di "ponte generazionale" in grado di aiutare gli adulti a comprendere meglio i vostri coetanei: come stanno crescendo e cosa influenza le loro scelte. La vostra vicinanza d’età e il vostro punto di vista possono offrirci una prospettiva preziosa.
Siate sempre curiosi, affamati di conoscenza, desiderosi di capire e interpretare ciò che accade attorno a voi. Non limitatevi a osservare il cambiamento. Cercate di comprenderlo e di esserne protagonisti.
Portate con voi questa esperienza, custoditene gli insegnamenti e non perdete mai l'entusiasmo di mettervi in gioco". Così il Ministro @GuidoCrosetto a Firenze incontrando gli studenti della Scuola Militare Aeronautica ‘Giulio Douhet’
Le violenze vanno fermate.
I violenti vanno puniti.
Ai Carabinieri, alla Polizia e le a tutte le Forze dell'ordine che hanno difeso le nostre città va la mia gratitudine.
La legalità e i diritti alla libertà, alla proprietà, alla libera mobilità, all'incolumità vanno garantiti in ogni modo.
Ma sarebbe un errore, parallelamente, non cercare di capire a cosa stiamo assistendo e perché.
Sarebbe un errore non cercare di prevenire, di curare, di comprendere una lingua diversa che dice spesso cose che non capiamo.
Molti dei fermati sono ragazzi sono giovanissimi minorenni.
Comprendere ciò che accade nelle sue motivazioni profonde ed originarie, non significa giustificare e dare alibi alle violenze.
Sono due cose distinte e parallele.
Non servono le classiche giustificazioni pseudo sociologiche, sbrigative, per sentirsi più giusti.
Parlo della necessità di un'analisi profonda di come si formano le nuove generazioni, dei modelli di riferimento costruiti al di fuori di scuola e famiglia, di sistemi di valori molto diversi dai nostri, di una nuova percezione di ciò che è bene e ciò che è male, di ciò che è giusto e ciò che non lo è.
E dobbiamo dirci con onestà un'altra cosa.
Il mondo cambia a una velocità mai vista. Le crisi che sconvolgono la nostra vita nascono a migliaia di chilometri da qui.
I cambiamenti tecnologici rischiano di diventare tsunami sociali capaci di mettere in crisi le conquiste democratiche anche dei sistemi più evoluti.
Gli strumenti con cui lo Stato risponde, cioè apparati, procedure, processi decisionali, sono stati pensati per un'altra epoca.
Sono lenti dove servirebbe rapidità, rigidi dove servirebbe capacità di adattarsi, spesso autoreferenziali dove servirebbe apertura.
Non è una questione di colore politico.
È un ritardo strutturale che nessun governo, da solo, può colmare.
Viviamo al centro di un cambio epocale repentino che richiede una responsabilità condivisa.
Serviranno nuovi patti sociali, nuove vie di convivenza, istituzioni capaci di stare al passo con il proprio tempo.
Tutto questo richiede una maturità politica, un senso di responsabilità e una consapevolezza della gravità del momento storico che devono appartenere a tutti.
Questo mutamento velocissimo del mondo e dei suoi assetti è ciò che più mi preoccupa.
Ed è ciò che, nei limiti delle mie capacità e del mio ruolo, ho cercato di affrontare in questi anni.
Ho accumulato anche profonde delusioni, ma non sono mai state una scusa per smettere di provarci.
Ancor di più oggi.
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Un altro esempio del perché Tik Tok va regolato o chiuso.
I ragazzi della minicar: «In giro per Roma a caccia di passanti? Lo abbiamo visto fare su TikTok e nessuno si faceva male» trib.al/k9PQmly
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"Non ha senso una Difesa forte senza sicurezza economica, crescita, capacità industriale, equità sociale e un sistema produttivo e formativo solido.
La Difesa è un pilastro fondamentale della sicurezza, ma non l’unico. E ha senso soltanto se protegge un Paese libero, democratico e coeso.
Perché se una società è lacerata, frammentata, polarizzata e violenta, si distrugge dall’interno proprio ciò che le #ForzeArmate sono chiamate a difendere da minacce esterne.
Le sfide che abbiamo davanti sono enormi. Siamo troppo piccoli, singolarmente, rispetto alle trasformazioni in atto e troppo lenti rispetto alla loro velocità. Dobbiamo fare sistema, superare le divisioni, condividere gli obiettivi e accelerare le decisioni.
Serve una visione continentale della Difesa europea, che vada oltre i 27 Paesi dell’Unione e sviluppi capacità basate su requisiti comuni.
Questa è la prospettiva italiana: un'Europa capace di unire risorse, competenze e capacità per affrontare insieme sfide che nessuna Nazione può più affrontare da sola". Così il Min. @GuidoCrosetto intervenendo al “Defence Procurement" 2nd Forum '26/'27
Ringrazio il Sottosegretario Perego che da alcuni giorni sta lavorando con gli uffici legislativi del Ministero per consentire di poter aumentare i militari a supporto delle forze di polizia a Milano.
É facile annunciare militari in più senza nemmeno affrontare il problema di cosa dovranno fare e come potranno farlo. Perché abbia un senso abbiamo necessità che domani il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia, solo nel tempo necessario per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza (cioè 3 mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito.
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Nel registrare che di fronte alle violenze siamo già al “sono violenti, ma”, viene da porsi una domanda non polemica: chi dice che le forze dell’ordine avrebbero dovuto fare di più, cosa avrebbe detto se le forze dell’ordine avessero fatto molto di più per garantire la sicurezza?
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Il presidente Meloni con senso di responsabilità ha invitato tutti a condannare con forza le violenze di piazza e a solidarizzare con le Forze dell’ordine vittime di aggressioni ignobili. Ma dopo poche ore il Sindaco di Milano ha puntato il dito proprio contro le Forze di polizia che - secondo lui - sarebbero state in numero inadeguato per fronteggiare i tanti violenti in Piazza Duomo. È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti. La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le Forze dell’ordine. Rassicuro il sindaco: l’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le commette.
La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un’operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile.
In questa occasione e come sempre i poliziotti in piazza c’erano e hanno operato bene, evitando guai peggiori. Se hanno faticato a contenere i violenti, la ragione sta nel fatto che chi indossa la divisa ha delle regole di ingaggio, ha senso di responsabilità, cerca di minimizzare le criticità e reagisce utilizzando la forza pubblica solo quando è strettamente necessario. Dall’altra parte ci sono invece dei delinquenti buoni a nulla e pronti a tutto che vogliono solo colpire, fare del male, creare danni, salvo poi mettersi a lamentare a favore di telecamera quando ci sono le cariche di alleggerimento della polizia.
Al di là di polemiche del tutto infondate, nei fatti le Forze dell’ordine hanno garantito il diritto di manifestare con la consueta professionalità, intervenendo con equilibrio e accortezza nelle situazioni critiche in cui era necessario farlo.
In ogni caso, le azioni proditorie attuate da questi esagitati professionisti del disordine non resteranno impunite. Oltre ai numerosi arresti, sono state avviate le attività di indagine per assicurare i responsabili alla giustizia. Né la minore età di alcuni protagonisti può far pensare a una qualche forma di impunità.
La linea del Viminale, come sempre, è tesa a prevenire le violenze per evitare guai peggiori ma senza sconti sulle responsabilità individuali che saranno contestate in sede penale.
Chi si rende protagonista di simili azioni illegali avrà la conseguente risposta dello Stato che applicherà le leggi vigenti.
Si tratta evidentemente di violenza becera che non otterrà alcun risultato. Il governo infatti non si farà intimorire o condizionare da chi sceglie la strada della prevaricazione.
Non è mia materia ma penso che andrebbero identificati uno ad uno, tutti, nessuno escluso, gli autori delle distruzioni di questi giorni e innanzitutto, pro-quota, andrebbero suddivisi su di loro e le loro famiglie tutti i danni, privati e pubblici, che ci sono stati. Alle cose ma soprattutto alle persone! Non capisco infatti perché centinaia di cittadini ed esponenti delle Forze dell’Ordine siano stati chiamati negli anni a risarcire danni a delinquenti e nessun delinquente sia mai stato chiamato a risarcire un Poliziotto, un Carabiniere, un commerciante, il proprietario di un auto, un comune.
Lo Stato si fonda anche sulla responsabilità di chi infrange la legge e procura danni a cose e persone.
Quindi, in attesa che ognuno di questi vandali paghi anche in altri modi, iniziamo a far pagare loro i danni economici.
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L’Hotel de Ville di Limoges, sopravvissuto a due guerre mondiali, centro della Resistenza francese durante l’occupazione tedesca, oggi è stato divorato dalle fiamme appiccate dai criminali ai quali gli intellò lisciano il pelo in pensosi dibattiti sul “disagio degli studenti”.
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Hôtel de Ville de Limoges. Architecte: Charles-Alfred Leclerc (1843-1915) grand prix de Rome. Inauguré en 1883. Inscrit Monument historique en 1975.
Manifestare è un diritto. La violenza non lo è.
Quanto accaduto a Milano, Bologna, Torino e in altre città è inaccettabile. Aggredire chi indossa una divisa, lanciare bombe carta e devastare non significa difendere un’idea, ma calpestare i diritti degli altri.
Le Forze dell’Ordine non sono nemiche dei manifestanti: sono servitori dello Stato, al servizio di tutti.
La violenza va condannata sempre, senza se e senza ma.
A tutte le donne e gli uomini in divisa va la mia piena solidarietà e gratitudine.
instagram.com/reel/Dem70xixM…
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Ascoltare le esigenze di una comunità è il primo passo per offrire risposte concrete.
🇱🇧 Nel Libano meridionale, i Caschi Blu italiani della missione #UNIFIL hanno consegnato a tre comunità locali medicinali, beni di prima necessità e attrezzature per la cura degli spazi comuni.
Un sostegno rivolto soprattutto alle persone più vulnerabili, attraverso interventi concordati con autorità locali e organizzazioni umanitarie.
🤝 Non un'iniziativa isolata, ma un impegno costante di cooperazione civile-militare (CIMIC): un lavoro condiviso che parte dall'ascolto dei bisogni della popolazione, individua le priorità e costruisce risposte concrete, rafforzando nel tempo il dialogo e la fiducia con le comunità locali.
#AnchequestoèDifesa
Frecce Tricolori straordinarie ieri all’aeroporto Militare di San Damiano a Piacenza per la terza edizione di Aeronautica Militare Balloon Cup, la gara internazionale con 32 mongolfiere che si sfideranno nei cieli italiani.
Sono attese decine di migliaia di persone che potranno condividere con i piloti, l'emozione la storia e i valori della dell’Aeronautica Militare.
Grazie Arma Azzurra per quello che fate ogni giorno al servizio del Paese nei cieli del mondo.
Cieli blu ragazzi,
buona Balloon Cup.
Poco fa, a Guidonia, abbiamo dato l’estremo saluto al Brigadiere Fidelfranco Palo, il “nostro” Franco.
Franco ha vissuto con noi, me e la mia famiglia gli ultimi 4 anni. Era uno delle persone a cui lo Stato ha affidato la mia sicurezza.
Sarebbe dovuto andare in pensione qualche mese fa ma mi disse: Se vuole io resto finché rimane lei… E rimase.
Fino ad un mese fa quando il destino Gli ha presentato un conto ingiusto ed assurdo.
Franco parlava pochissimo ed era schivo per natura ma presente, attento, rispettoso, gentile. Parlava con gli occhi però e guardandolo ne percepivi la bontà, la disponibilità e la purezza.
La Sua vita erano Marcella, la Sua amata moglie ed i due figli, il Suo orgoglio, Gerardo e Valeria.
Ma la Sua vita era anche l’Arma dei Carabinieri, che ha servito con dignità, serietà, professionalità, sacrificio e fedeltà.
Per me, per mia moglie e per i miei figli, come i suoi colleghi, era ormai una persona di famiglia.
Ci mancherà Franco, a tutti noi, moltissimo.
Grazie per tutto ciò che è stato per la Sua famiglia, per i Suoi colleghi ed anche per noi.
Che la terra Le sia lieve.
Parta tranquillo perché la Sua famiglia, che era la Sua priorità, se servirà, sarà la nostra.
A Dio, Franco, ci mancherà.
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🚨🪖🇮🇹🇷🇺 Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano: "Io voglio partire dal presupposto che nessuna nazione sia nemica di nessuna. Poi però sono costretto, perché faccio il ministro della Difesa, non faccio il commentatore da bar, a cercare di circoscrivere ogni pericolo che possa riguardare la mia nazione e guardo i fatti. Ogni giorno noi subiamo centinaia di attacchi cyber alle nostre infrastrutture di ogni tipo, civili e militari. La gran parte di questi attacchi vengono da due nazioni: la Russia e la Cina. Ogni giorno noi subiamo sui nostri social, e su altri canali, tentativi di disinformazione e di indebolimento dell'opinione pubblica. E questi arrivano dalle stesse due nazioni. Più Russia o più Cina? Più Russia, che ha una storica presenza in Italia, non soltanto attraverso i nuovi strumenti. Perché la Russia è presente in Italia dal dopo la Seconda Guerra Mondiale, attraverso i suoi servizi, in modo superiore a qualunque altra nazione, anche perché aveva un humus di penetrazione superiore a qualunque altra nazione. Noi diamo anche per scontato che non ci possa essere un carro armato russo, anche perché prima dovrebbe attraversare un po' di stati e le Alpi per arrivare qua. Ma dall'altra parte io vedo un atteggiamento di ostilità. Allora, nessuno è di parte, ma secondo voi la NATO, le nazioni della NATO, noi, UK, Francia, Stati Uniti, chiunque sia il presidente, potrebbero mai decidere di invadere la Russia? Cioè, secondo voi un parlamento occidentale di qualunque di queste nazioni approverebbe mai un'invasione della Russia? No. Il racconto in Russia è che la NATO sta circondando la Russia per invaderla e che la Russia sta reclutando centinaia di migliaia di soldati - sono arrivati a un milione e mezzo - per difendersi da un'invasione della NATO. Siccome i russi non sono scemi, sono analisti molto più profondi di noi, sanno perfettamente che la NATO non invaderà mai la Russia. Chiediamoci perché hanno trasformato il 50% della loro economia in un'economia di guerra da cui sarà difficile tornare indietro? Questa è una preoccupazione. E hanno raggiunto il milione e mezzo di soldati reclutati dopo aver perso sul fronte Ucraina ogni mese più di 30.000 giovani. Perché la Russia il prezzo che sta pagando per andare avanti in Ucraina sono 30.000 tra morti e feriti ogni mese. Quindi perché questo atteggiamento? Non lo so. Non voglio dare una risposta che in qualche modo sia allarmistica. So che devo però preoccuparmi di fronte a un atteggiamento di questo tipo".
xitter.cf/dariodangelo91/status/…
🚨🚨🚨🛢️🪖🇺🇦🇺🇸🇷🇺 Il grande inganno della Casa Bianca, il retroscena di settembre, la vera (e più pericolosa) conseguenza politica dell'accordo Trump-Putin. E poi lo shock respirato fino all'alba di oggi in via Bankova. L'orgoglio e la primissima reazione di Kyiv. Il timore che nessuno può permettersi di sottovalutare.
Tanti retroscena. E ancora più lettori in questi minuti sul Blog, per uno dei pezzi più difficili da scrivere degli ultimi mesi. Grazie davvero a tutti.
xitter.cf/dariodangelo91/status/…
Guido Crosetto retweeted
Che bene e male non siano categorie politiche lo diceva Schmitt, non Aristotele, né Weber, né le costituzioni del dopoguerra. La politica democratica si fonda proprio su giudizi morali: diritti, limiti al potere. Un ministro che giura sulla Costituzione ha il dovere di scegliere il bene, come fa @GuidoCrosetto
Replying to @dariodangelo91
È un discorso da bambino appunto, frutto di gramde ipocrisia. Il bene e il male non sono categorie della politica e men che mai potrebbe decidere il ministro da che parte stanno.
Guido Crosetto retweeted
Context:
300k tonnes of diesel = 93 million gallons.
US uses 160 to 170 million gallons per day - so 300k tonnes would last 13-14 hours.
Total order of 1.8 million tonnes = ~82 hours of US use = ~3 days 10 hours.
bbc.co.uk/news/articles/cm1d…
























