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Una di meno, io
Ho partecipato al femminismo storico (quello delle pari opportunità),
ho ridicolizzato il femminismo delle desinenze,
ma il femminismo razzista e antisemita, pro carnefici delle donne, mi era sconosciuto, finora.
Non si finisce mai di imparare.
#nonunadimeno
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Sagia Hammoud, chi è la mediatrice e moglie di Siher: le loro parole contro lo Stato ebx.sh/yQ83n4
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prosegue il mio studio del "palestinismo":
Palestinismo come ideologia sostitutiva: la costruzione della vittima universale ilrepubblicano.it/palestinis…
La mejo borghesia milanese
A volte ritornano. Ho appena visto il portavoce di Hub For Defenders sul tg3 regionale da Milano. Scopro che è il solito Maso Notarianni, ex Emergency, attivista della flottilla, mio direttore a Peacereporter 20 anni fa. Già. E, con il solito lui, le solite sigle della galassia radical di sinistra, che sostengono varie cause tra cui quella propal e il no alle armi per l'Ucraina. Quindi leggo cos'è l'hub, ma la mia testa si affolla di domande. Chi sono i difensori? Difensori di cosa? Quali cause? Tutte? Perché allora la foto dei propal? E perché si parte dal presupposto che i difensori si debbano difendere dalle forze dell'ordine? In una democrazia come l'Italia non sono le forze dell'ordine a dover difendere tutti noi? Vado avanti. Altro capogiro: il vademecum non si chiama per esempio "Guida su come si manifesta pacificamente", ma "Guida essenziale di difesa alla repressione". E nel "PERCHÉ ESISTE" l'hub si legge: "Negli ultimi anni, e in particolare dopo i decreti sicurezza, chi partecipa a manifestazioni, campagne o altre forme di attivismo si trova ad affrontare procedimenti legali, misure amministrative, sorveglianza digitale o altre forme di repressione". 😵💫
Ma ... siete sicuri che i procedimenti legali, le misure amministrative, la sorveglianza digitale siano forme di repressione? Un manifestante violento o creatore di un account social che incita alla violenza in piazza ha diritto a una difesa legale, ma è assolutamente legittimo che sia sottoposto a procedimenti e misure legali. Intanto hanno fermato Youssef Siher, il presunto ideatore del movimento 17 ottobre, che in passato proprio in tv veniva indicato anche come presidente dei Giovani Palestinesi. E la mia testa torna a frullare: davvero l'hub si occupa di tutti i difensori non si sa di cosa? Perché tanta ambiguità?
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Magicamente sparite da instagram e altrove sono costretta a pubblicarle qui: armi e manifestazioni nelle locandine del movimento 17 ottobre. Orrore puro.
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E ora dovrebbe venire giù tutto: le ong e le onlus.
Tutto l’apparato right-based che - nato per propositi onorevoli - si è trasformato nella scorta operativa di un solo grande tema: il palestinismo e la lotta ai valori occidentali.
Parassiti all’ennesima potenza.
Solo Youssef e sua moglie potevano scrivere sulla chat Telegram #Movimento17ottobre e sulla pagina Instagram. Sarebbero quindi solo loro gli autori delle indicazioni e degli appelli in cui si davano indicazioni ai manifestanti per sabato 24 nelle 8 città milanotoday.it/cronaca/mogli…©
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🇫🇷 ESCÁNDALO EN FRANCIA: Allan Brunon, dirigente de extrema izquierda de La Francia Insumisa, fue filmado posando junto a manifestantes encapuchados y banderas palestinas en Grenoble. Poco después, esos mismos encapuchados participaron en el saqueo de una sucursal bancaria de Crédit Agricole.
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🔴 France 🇫🇷 | Motaz Azaiza, le « journaliste » gazaoui qui a reconnu avoir filmé le pogrom du 7 octobre, couvre les émeutes à Paris
Vous vous souvenez de ce « journaliste » qui a également reconnu avoir filmé des « civils » gazaouis brutalisant des otages israéliens, puis avoir refusé de diffuser les images pour protéger les personnes filmées ?
Le voilà aujourd’hui à Paris.
En 2024, la Region Normandie lui a remis le Prix Liberté et 25 000 euros au nom du droit à l’information.
#France #7Octobre2023 #Israël #Gaza #Hamas
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US energy company execs have resigned in disgust as the Trump family is caught secretly expediting the funneling of $25 billion from a sanctioned Russian energy giant in exchange for allowing Russians to obtain a natural gas project in Alaska.
According to investigations by The New York Times and Financial Times, Russia's Novatek allegedly concealed its financial involvement in the American project through a UAE-linked intermediary.
Gentry Beach, a longtime Trump ally and close friend of Donald Trump Jr., signed an agreement with Novatek to pursue natural gas development in Alaska. Reuters documented the arrangement in February.
Meanwhile, Vladimir Putin discussed this cooperation on the Alaska energy project with Trump's representatives, Steve Witkoff and Jared Kushner, during negotiations involving Russia and Ukraine.
The controversy deepened when Polar Train LNG's CEO, Joel Riddle, raised concerns about concealed Russian financing and possible sanctions violations. He departed in September, followed by other senior executives.
The Financial Times also described discussions about a potential arrangement under which Novatek would provide technology for the Alaska project in exchange for sanctions relief benefiting its Arctic LNG 2 development in Siberia.
According to The New York Times, Riddle and two other departing executives warned the Trump administration about the Russian financing and urged officials to investigate.
The White House maintains that the project was mentioned only briefly and that no detailed discussions took place. There is no established evidence that Kushner or Witkoff knew about the allegedly concealed financing. Polar Train LNG denies wrongdoing.
The central question is how a sanctioned Russian energy company became involved in a major American energy venture while Putin was discussing potential economic cooperation with Trump's representatives and a longtime Trump family associate was pursuing a separate agreement with the same Russian company.
Selling Alaska to the Russians or selling Ukraine to the Russians - to the Trump family it's all the same.
ft.com/content/e9cfbfbb-e65a…
Parlateci ancora del #carovita
Una saldatura fra gli affiliati al #Movimento17ottobre e gli hacker filorussi di #Noname, negli anni scorsi e anche di recente protagonisti di attacchi multipli a importanti siti istituzionali italiani.
Ma guarda un po'!
roma.corriere.it/notizie/cro…
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Replying to @annapaolaconcia
Chiunque avesse due neuroni collegati non ha creduto nemmeno un secondo allle scuse del carovita o della scuola
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Posto che Youssef Siher è un antisemita che ha vomitato per anni porcherie “dal fiume al mare” come se ne sentono purtroppo - e di applauditissime - in tutte le piazze cosiddette progressiste e posto altresì che l’ha potuto fare perché l’alleanza oggettiva tra il partito pro Hamas e i gerarchi e oligarchi digitali trumpiani l’ha consentito a lui e a tutti quelli che lui, in nome del free speech universale, eleggere questo parassita e contoterzista del caos a “mente” delle proteste è un’operazione propagandistica politicamente efficace, ma intellettualmente ridicola.
Forse è una rotella, ma non certo il gestore dell’ingranaggio.
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A volte ritornano. Ho appena visto il portavoce di Hub For Defenders sul tg3 regionale da Milano. Scopro che è il solito Maso Notarianni, ex Emergency, attivista della flottilla, mio direttore a Peacereporter 20 anni fa. Già. E, con il solito lui, le solite sigle della galassia radical di sinistra, che sostengono varie cause tra cui quella propal e il no alle armi per l'Ucraina. Quindi leggo cos'è l'hub, ma la mia testa si affolla di domande. Chi sono i difensori? Difensori di cosa? Quali cause? Tutte? Perché allora la foto dei propal? E perché si parte dal presupposto che i difensori si debbano difendere dalle forze dell'ordine? In una democrazia come l'Italia non sono le forze dell'ordine a dover difendere tutti noi? Vado avanti. Altro capogiro: il vademecum non si chiama per esempio "Guida su come si manifesta pacificamente", ma "Guida essenziale di difesa alla repressione". E nel "PERCHÉ ESISTE" l'hub si legge: "Negli ultimi anni, e in particolare dopo i decreti sicurezza, chi partecipa a manifestazioni, campagne o altre forme di attivismo si trova ad affrontare procedimenti legali, misure amministrative, sorveglianza digitale o altre forme di repressione". 😵💫
Ma ... siete sicuri che i procedimenti legali, le misure amministrative, la sorveglianza digitale siano forme di repressione? Un manifestante violento o creatore di un account social che incita alla violenza in piazza ha diritto a una difesa legale, ma è assolutamente legittimo che sia sottoposto a procedimenti e misure legali. Intanto hanno fermato Youssef Siher, il presunto ideatore del movimento 17 ottobre, che in passato proprio in tv veniva indicato anche come presidente dei Giovani Palestinesi. E la mia testa torna a frullare: davvero l'hub si occupa di tutti i difensori non si sa di cosa? Perché tanta ambiguità?
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«Un atto rivoluzionario di decolonizzazione». Così Youssef Siher descriveva l'operazione del 7 ottobre 2023. Oggi è indagato nel caso Movimento 17 ottobre. Nei documenti ministeriali compare anche come rappresentante legale di Alba Nascente, esclusa dal cinque per mille. 🧵
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Dietro i movimenti violenti di piazza non c’è alcun disagio, ma la sapiente regia di
un islamismo politico che, attraverso la Palestina, mira a permeare la società per paralizzarla dall’interno. Triste realtà, per un paese che ha accolto il Cavallo dentro le proprie mura.
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Forse mi sono perso qualcosa, ma dov’è la denuncia della Chiesa cattolica per i cristiani assassinati ieri in Giordania? E dove sono le scuse del mondo islamico? Sangue e silenzio: perché non vediamo i cristiani bruciare (e anche il Vaticano fa orecchie da mercante) meotti.substack.com/p/sangue…
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Sacrosanto chiarimento da parte dell'@ispionline:
"Milano, 24 ottobre 2026 – Con riferimento alle recenti notizie circolate sui fatti accaduti a Milano il 17 ottobre, si segnala che Youssef Siher ha effettuato uno stage presso ISPI nel 2024. Da allora non ha più collaborato con l’Istituto. "




























