✍🏻 @italypost_group 🎙 “Quel che resta del giorno” (podcast) “Non insulto mai, giovanotto. Io diagnostico”

Joined November 2011
The atmosphere is amazing, all the cars honking, fireworks, people smiling at every passerby, truly a holiday. I'm posting this so I can savor the moment forever. I'm not forgetting the MAGA cadavers who took part in Vučić's last grip on power though, your time will soon come.
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Di Belgrado. Davvero. 🇪🇺🇷🇸 #VucicOut
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Complimenti a Romano Prodi, che mentre la Russia continua ad uccidere civili ogni giorno, se ne va tranquillo a parlare di affari e finanza nel forum della feccia putiniana. Viva i 101! #RussiaIsATerroristState
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Massimiliano Coccia retweeted
Something to be aware of when encountering viral French riot videos online. Especially when loaded with right wing narratives and talking points, as they are on X. Make note of the accounts pushing this campaign for future review. Russian intelligence services have a documented history of exploiting civil unrest to destabilize governments, deepen political divisions and undermine public confidence in democratic institutions. Warnings of possible Russian hybrid attacks came days and weeks ahead of protests in France. Large demonstrations provide opportunities for sabotage, provocations and other forms of interference to take place amid existing unrest, making it harder for authorities to distinguish politically motivated violence from coordinated foreign operations. Riots and violent confrontations can be exploited to increase tensions between demonstrators and police. A single violent incident can trigger a wider confrontation, provoke a heavy police response and undermine public support for otherwise peaceful demonstrations. Russian operatives do not need to control a protest movement to exploit it. Kremlin-linked influence networks can then circulate selective footage, misleading claims and fabricated accounts of the violence. The same incident can be presented to different audiences in contradictory ways: protesters are portrayed as violent extremists, while police and government officials are accused of authoritarian repression. Both narratives encourage hostility and distrust. This is where the GRU and Russia's wider influence apparatus become relevant. Russian military intelligence has been implicated in sabotage and other covert operations across Europe, while Kremlin-linked online networks have conducted coordinated campaigns to manipulate political debate. Physical disruption and online amplification can reinforce each other, although evidence is needed to establish whether they are coordinated in any particular incident. The timing of warnings before major demonstrations matters because authorities must prepare for the possibility of deliberate interference without treating legitimate protesters as suspects. Provocateurs can take advantage of crowded streets, existing tensions and the presence of large numbers of police officers. Any resulting violence may initially be attributed to protesters, regardless of who was responsible. Prolonged unrest also strains policing resources, consumes government attention and diverts political debate from other issues, including France's military and diplomatic support for Ukraine. Images of burning vehicles, street clashes and damaged infrastructure can be circulated internationally to portray France and its European allies as unstable. These images are particularly useful to Russian propaganda when presented without context or when isolated incidents are made to appear representative of an entire protest movement. Russia does not need to organise demonstrations to benefit from them. It can exploit legitimate grievances, amplify isolated violence and encourage opposing groups to blame one another. The protests in France may have entirely legitimate causes. That does not prevent Russian intelligence services from attempting to exploit them. But warnings of possible hybrid attacks are not, by themselves, evidence that Russian operatives have infiltrated the demonstrations or caused specific incidents.
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Massimiliano Coccia retweeted
Aucune place pour la violence dans notre République. Ceux qui ont cassé, attaqué les préfectures comme les commerces, pillé jusqu’à nos mairies, seront poursuivis et punis. Aux forces de l’ordre, garantes du droit à manifester, je dis le soutien de la Nation. Nous ferons tous bloc face aux semeurs de chaos, qui ne cherchent qu’à abattre nos institutions et empêchent ceux qui expriment pacifiquement leurs revendications de le faire.
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Suggerisco agli americani di trovare un nuovo leader, uno che ad esempio non sia divorato dalla corruzione e dalla demenza senile. Ah, vedrete a breve come Conte dirà che toccherà tornare “gombrare il gazolio da Mosca” insieme a Salvini e Vannacci. #trump
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Nota Lega: "Le parole di Trump suonano come un'ultima sveglia per i burocrati di Bruxelles: basta scelte ideologiche e autolesioniste, è il momento di impegnarsi concretamente per fermare la guerra e raggiungere una pace giusta e duratura, nell'interesse del popolo ucraino e di tutti i cittadini europei, italiani in primis. Mentre diversi Paesi europei e gli stessi Stati Uniti continuano ad acquistare prodotti energetici dalla Russia, la riflessione dovrebbe riguardare tutti, nessuno escluso. L'Europa torni a difendere i propri interessi e a essere protagonista della pace, anziché gettare benzina sul fuoco, alimentare un clima di guerra e insistere con scelte ideologiche suicide" 📰 ultimora Eccoli.
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La constatazione del decesso dell’Occidente per come lo abbiamo conosciuto.
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Un dibattito pubblico in mano a vecchi rincoglioniti.
I russi bombardano Kyiv mentre Merz è in visita. Bompiani: «Ma anche fosse, qualcuno avrebbe pianto se fosse morto Merz? Non credo. […] Ma neanche Macron». L’ideologia l’ha resa una macchina. Questo spiega la sua mancanza di empatia verso gli ucraini.
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È stato un week end ricco di baggianate. Le migliori le ha dette @GoffredoBettini [dall’ex presidente della Festa del cinema di Roma mi sarei aspettato una cura per l’inquadratura migliore]. Grazie @nomfup per il contributo.
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Il Movimento Cinque Stelle oggi compie 17 anni. Un raro esempio di come invecchiando si può peggiorare. Prosit. 🥂
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Oggi ho letto l’ignobile lettera di Goffredo Bettini. Non la riporterò qui e non la commenterò. Vi racconto un’altra storia, quella di Daniel Umansky, 14 anni e il 25 settembre era nella sua stanza a Kyiv e stava facendo i compiti. Scriveva di Volodymyr Monomakh, sovrano della Rus’ di Kyiv, e degli insegnamenti morali che aveva affidato alla storia quasi nove secoli fa. Il compito chiedeva a Daniel di riflettere su come quei principi potessero essere interpretati nel mondo di oggi. Aveva scritto del rispetto per gli altri, della necessità di proteggere i più vulnerabili, di aiutare chi non ha una casa. Di quei principi elementari che dovrebbero essere alla base di ogni società umana. Daniel non ha mai finito il suo compito. Intorno alle otto del mattino, un drone russo ha colpito il palazzo in cui viveva, nel centro di Kyiv. Daniel è stato ucciso nella sua stanza. Tra le macerie della casa della famiglia è rimasto il suo quaderno, ancora aperto. C’è un simbolismo terribile in quelle pagine. Un ragazzo di quattordici anni stava cercando di mettere in parole un principio vecchio di secoli: chi è più forte ha il dovere di proteggere chi è più debole, non di distruggerlo. Daniel non ha potuto completare quel pensiero. Il drone russo ha raggiunto prima la sua stanza. Sul quaderno sono ancora visibili le tracce di sangue. Oggi Daniel è stato sepolto in Israele, dove vivono i suoi nonni. Nel solo settembre 2026, Kyiv ha registrato 235 allerte aeree. Scuole, ospedali, università, infrastrutture e abitazioni civili sono state colpite. Centinaia di persone sono rimaste ferite e circa trenta civili sono stati uccisi. Daniel è uno di loro. La madre è rimasta ferita nell’attacco. La casa della famiglia è stata gravemente danneggiata. Per Daniel non è possibile fare nulla. Per gli altri, invece, qualcosa si può ancora fare: chiedere che ci sia responsabilità per chi colpisce i civili e continuare a chiedere ciò che Daniel non ha fatto in tempo a scrivere fino alla fine: rispetto, protezione dei più vulnerabili, pace. Chi desidera sostenere la famiglia può farlo tramite PayPal: [email protected] Foto: @libkos e archivio familiare. Via @avalaina
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Massimiliano Coccia retweeted
Le régime de Vladimir Poutine a frappé la plus grande institution de recherche scientifique ukrainienne : l’Académie nationale des Sciences d’Ukraine.   Ces frappes sont une nouvelle illustration du mépris hostile du régime russe à l’égard de la science et de la vérité. Elles s’ajoutent à la barbarie des frappes quotidiennes qui traquent les civils ukrainiens. Nous partageons la souffrance des victimes et de leurs familles. La France et l’Europe se tiendront aussi longtemps que nécessaire aux côtés du peuple ukrainien, qui résiste avec courage.
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Massimiliano Coccia retweeted
Lo spionaggio non passa soltanto da documenti segreti e operazioni clandestine. Passa dalle relazioni: aziende, associazioni, contatti professionali, persino una cena. È il quadro che emerge dall’inchiesta di @maxcoccia per Il Riformista sui presunti legami tra funzionari russi in Italia e l’intelligence di Mosca. Perché una rete informativa è fatta soprattutto di persone che possono aprire la porta ad altre persone. L’analisi di Claudia Staiano del Centro Analisi e Studi Italus #Russia #Spionaggio #Intelligence
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From the river to the sea, charlatanism bee free.
I sincerely apologize. I misread the term "Muselmann" (Muslim) used in Nazi camps for prisoners at the brink of death, wrongly inferring that the term antisemitism originally meant hatred of all Semitic peoples. In fact it was coined specifically to denote hatred of Jews.
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È in edicola su ItalyPost la mia intervista a Oleksandra Matviichuk, premio Nobel per la Pace e presidente del Center for Civil Liberties. Una conversazione sulla guerra in Ucraina, sulla possibilità di una pace giusta e sul ruolo che l’Europa può ancora giocare, ma anche sulle posizioni che attraversano il dibattito politico italiano. A Elly Schlein e a coloro che chiedono un iniziativa diplomatica europea forte, Matviichuk ricorda: «Vorrei ricordare a Elly Schlein che è Putin a non volere la pace e che ha lanciato questa guerra su larga scala non per occupare soltanto una parte del territorio ucraino». E sulle posizioni di Giuseppe Conte, Roberto Vannacci e Nicola Fratoianni è altrettanto netta: «Non hanno idea di come fermare l’aggressione russa. Propongono semplicemente di smettere di sostenere l’Ucraina mentre cerca di difendersi e questo porterà a un solo risultato: aiuteranno la Russia a occupare e distruggere l’intero Paese». Una lunga conversazione con una donna che da anni documenta i crimini commessi in Ucraina e lavora instancabilmente per affinché vi sia pace e giustizia. Buona lettura
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Un esempio di cosa accomuna i relatori dei vari panel: il disprezzo per il Presidente Mattarella. Che oscenità. @GoffredoBettini, @GiuseppeConteIT , @NFratoianni @cgilnazionale come fate a condividere spazi, iniziative e piattaforme con questa gente?
Il “Festival Rossobruni con Putin” Ci sono tutti, Bettini compreso.
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«Sfrutto l’occasione di essere qui, su Russia Today, per dirlo con nettezza: il rapimento di oltre 20.000 bambini ucraini da parte dell’esercito occupante di Putin è un crimine contro l’umanità, così come lo sono l’invasione del Donbas e della Crimea e quella su larga scala del 2022. Il diritto internazionale va difeso ovunque». Questa sarebbe stata la dichiarazione che Francesca Albanese avrebbe dovuto rendere davanti a un media sanzionato del Cremlino. Ma questa dichiarazione non la ascolterete mai. Perché mentre da una parte la Special Rapporteur chiede espulsioni dai partiti, lancia anatemi e conferisce patenti di liceità politica con le sue argomentazioni che alimentano una lettura che finisce per legittimare un antisemitismo sistemico e arriva a irridere perfino la senatrice Liliana Segre, dall’altra, davanti ai boia di Mosca, fa l’agnellino. E non serve la scusa che lei si occupa di quello che sa. La Russia non è un dettaglio laterale dello scacchiere mediorientale, né un frame di secondo livello: Mosca è un attore centrale nella regione e le sue responsabilità sono parte integrante del quadro geopolitico. La solita doppia morale buona per farsi eleggere in un listino bloccato ma non per cambiare le sorti del popolo palestinese.
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Massimiliano Coccia retweeted
The decision to delist Usmanov and Fridman is shameful and unjustifiable. Moscow is celebrating because it got what it wanted: a sense of impunity, the humiliation of the EU, and division among Europeans. But there is still a way to spoil the celebrations in Moscow. I urge all EU member states to announce now that they will impose their own national sanctions on these two individuals.
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A vicious, deliberate Russian attack on Zaporizhzhia began last evening. Nine-story residential buildings, a university facility, a shopping mall, and a boiler house were damaged. As of now, five people have been reported injured, and some residents were evacuated. In Lozova, Kharkiv region, a woman was killed in a drone strike. My condolences to her family and loved ones. Three other people were injured. Overall, the Russians struck 10 of our regions in the evening and throughout the night. Russia is not backing down from its escalation and is sending many signals that it is ready to expand the war. All of this is happening as the stability of the world has already been shattered by this war. We must continue pressuring the aggressor to bring this war to an end. Every response and every long-range sanction is part of the pressure that is actually working, and the world can feel it. But diplomacy must work in parallel. At the UN General Assembly, we will discuss how we can achieve peace through joint efforts. This is the main task that all leaders should be working on. I thank everyone who is helping.
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