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Il pensiero sta scomparendo in favore dell'affermazione dell'io
io ho ragione
io ho capito tutto
io non sono stato preso in giro
Poi arriva la domanda "Ma se ho fatto tutto bene, anche tre dosi di vaccino, perché devo fare il tampone?"
Ma l'io non lo spiega, da la colpa ai novax
Samuele Buglione ©️👑 retweeted
#6novembre ARRESTATEMI!
Nel mio lungo peregrinare per chiedere la celebrazione di un giusto processo per l’omicidio di mio figlio Giovanni, al termine degli incontri avvenuti, tra gli altri, con la Consigliera per gli Affari Interni del Presidente della Repubblica, con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, con il Capo di Gabinetto della Ministra della Giustizia, ecc. ecc., mi sono sempre congedato dicendo che, per questa vicenda, sono disposto anche ad andare in carcere.
C’è chi va in carcere perché ha commesso un crimine orribile; io andrò in carcere perché ho cercato di difendere mio figlio, perché ho cercato di far emergere la verità sulla sua morte e di ottenere giustizia per la sua morte.
E così almeno avrò la possibilità di parlare con un magistrato, visto che da sette anni chiedo in tutti i modi di poter parlare con un magistrato, ma nessuno mi risponde e nessuno mi riceve.
Ed allora vi chiedo in ginocchio di arrestarmi.
...
#verità #giustizia #veritaegiustiziapergiovanniiannelli #magistratura #magistrati #procuradellarepubblica #presidentedellarepubblica #ministrodellagiustizia #csm #anm
Samuele Buglione ©️👑 retweeted
#Garlasco IO ASPETTO. E CONTINUERÒ AD ASPETTARE, FINCHÉ NON AVRÒ RISPOSTE.
Sono sette anni che aspetto di conoscere la verità sulla morte di mio figlio Giovanni.
Sette anni durante i quali ho presentato istanze, rivolto richieste e bussato alle porte di tutte le istituzioni, in ogni sede possibile. Ho cercato risposte ovunque, senza risparmiarmi, senza arrendermi, senza mai smettere di chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto.
Quello che vedete sui social è soltanto la punta di un iceberg. Dietro ogni mia dichiarazione, dietro ogni appello pubblico, ci sono anni di documenti, richieste, segnalazioni e tentativi di ottenere ascolto dalle istituzioni.
Eppure, dopo sette anni, sono ancora qui. A fare domande. Ad aspettare risposte. A chiedere verità e giustizia per un ragazzo innocente di appena 22 anni.
Una morte sulla quale restano interrogativi gravissimi e circostanze che meritano ancora di essere chiarite.
Una vicenda nella quale, secondo quanto ho denunciato in questi anni, emergono responsabilità e coinvolgimenti che non possono essere ignorati, anche quando riguardano ambienti e personaggi di grande potere e influenza.
Una vicenda che getta un'ombra pesantissima sull'operato della Federazione Ciclistica Italiana e sull'operato di alcuni magistrati della Procura della Repubblica di Alessandria.
Io contesto il modo in cui è stata archiviata questa vicenda. Ritengo che siano rimaste questioni fondamentali senza risposta e che a mio figlio non sia stata garantita quella possibilità di verità e giustizia che ogni giovane di 22 anni avrebbe meritato.
Non sto chiedendo privilegi.
Non sto chiedendo favori.
Non sto chiedendo vendette.
STO CHIEDENDO LA VERITÀ SULLA MORTE DI MIO FIGLIO.
E continuerò a farlo.
Perché Giovanni non era un fascicolo da archiviare.
Non era una pratica scomoda ed imbarazzante.
Non era un nome da dimenticare.
Giovanni era mio figlio. Aveva 22 anni. Aveva una vita davanti.
E un padre non smette di cercare la verità. Mai.
SETTE ANNI SONO PASSATI.
MA LA MIA RICHIESTA DI VERITÀ È ANCORA QUI.
PER GIOVANNI. FINO ALL'ULTIMO GIORNO. #verita’ #giustizia #veritaegiustiziapergiovanniiannelli #7anni #mattarella #nordio #csm #anm #magistratura #magistrati #procuradellarepubblica
Samuele Buglione ©️👑 retweeted
#4novembre VERGOGNA D’ITALIA
A poco più di 100 metri dal traguardo di una corsa ciclistica muore mio figlio Giovanni Iannelli, di soli 22 anni.
Nella società organizzatrice figurano come vicepresidenti Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL), e Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), che ai giornali dichiara 180 metri di transenne, mentre in realtà sono meno di 50.
Consigliere della società è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), che sovrintende all’installazione delle transenne, meno della metà del minimo previsto dai regolamenti.
Sono coinvolti anche il sindaco di Molino dei Torti, il presidente della Provincia di Alessandria e altre autorità. La corsa parte, transita e arriva proprio davanti al municipio, sotto il balcone del sindaco. Dopo la morte di Giovanni, non viene più disputata.
Il padrino della manifestazione è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, già ministro della Salute, componente del CSM, professore universitario e collega e collaboratore di Marta Cartabia.
Quel giorno è presente anche il NAS dei Carabinieri, con il comandante Colonnello Biagio Fabrizio Carillo.
Eppure i Carabinieri di Castelnuovo Scrivia non effettuano rilievi stradali, non scattano fotografie, non ascoltano le decine di testimoni presenti né gli altri corridori coinvolti nella caduta.
Ascoltano soltanto la testimone falsa Giulia Fassina, componente del collegio di giuria.
Il presidente del collegio di giuria, Luca Botta, con Giovanni morto sull’asfalto, comunica: “nulla da segnalare”.
Il giudice sportivo del Piemonte omologa la gara senza adottare provvedimenti.
Il presidente della società organizzatrice, Ennio Ferrari, dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro.
Il programma di gara viene approvato senza gli obbligatori documenti sulla sicurezza, che successivamente compaiono tramite l’avvocato Gaia Campus di Roma, componente della Commissione Nazionale Elettorale della Federciclismo.
La Procura Federale della Federciclismo, guidata dall’avvocato Nicola Capozzoli, che collabora con la Procura di Alessandria, insabbia la vicenda.
Roberto Sgalla, presidente della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della Federciclismo, funzionario della Polizia di Stato, direttore della Scuola di Polizia, prefetto a.r. e direttore del Centro Studi Americani, è consulente della Procura Federale e successivamente del PM di Alessandria Andrea Trucano.
Roberto Sgalla fa pressioni e tenta di condizionare il giudizio della Corte Sportiva di Appello e, durante l’incarico, commette reati per i quali non viene perseguito.
All’esito di quella perizia piena di falsità, viene archiviato il procedimento penale relativo alla morte di Giovanni.
La Procura della Repubblica di Alessandria, capeggiata da Enrico Cieri, archivia così la morte di un ragazzo innocente di 22 anni, senza celebrare un processo nel quale accertare pienamente la verità e assicurare giustizia.
Giovanni non può più parlare.
Io continuo a farlo per lui.
GIUSTIZIA PER GIOVANNI.
SICUREZZA PER TUTTI.
#VergognaDItalia #Mattarella #Quirinale #Nordio #MinGiustizia #CSM #ANM #Magistratura #Magistrati #Verità #Giustizia #VeritàEGiustiziaPerGiovanniIannelli Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚
Quando non possono darti torto ti bloccano, anche @Rotelli_MD lo fa
L'aggiungo alla collezione...
Replying to @Rotelli_MD
Riassunto farmaci covid
Avete detto che erano immunizzanti, non lo erano
Avete detto che non erano sperimentali ma, ad oggi, non sono approvati
Avete detto che erano "sicuri ed efficaci" ma EMA e AIFA ancora non si sono pronunciati
Vi siete sputtanati la fiducia e parlate ancora?
Samuele Buglione ©️👑 retweeted
VERGOGNA D’ITALIA
A poco più di 100 metri dal traguardo di una corsa ciclistica muore mio figlio Giovanni Iannelli, di soli 22 anni.
Nella società organizzatrice figurano come vicepresidenti Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL), e Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), che ai giornali dichiara 180 metri di transenne, mentre in realtà sono meno di 50.
Consigliere della società è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), che sovrintende all’installazione delle transenne, meno della metà del minimo previsto dai regolamenti.
Sono coinvolti anche il sindaco di Molino dei Torti, il presidente della Provincia di Alessandria e altre autorità. La corsa parte, transita e arriva proprio davanti al municipio, sotto il balcone del sindaco. Dopo la morte di Giovanni, non viene più disputata.
Il padrino della manifestazione è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, già ministro della Salute, componente del CSM, professore universitario e collega e collaboratore di Marta Cartabia.
Quel giorno è presente anche il NAS dei Carabinieri, con il comandante Colonnello Biagio Fabrizio Carillo.
Eppure i Carabinieri di Castelnuovo Scrivia non effettuano rilievi stradali, non scattano fotografie, non ascoltano le decine di testimoni presenti né gli altri corridori coinvolti nella caduta.
Ascoltano soltanto la testimone falsa Giulia Fassina, componente del collegio di giuria.
Il presidente del collegio di giuria, Luca Botta, con Giovanni morto sull’asfalto, comunica: “nulla da segnalare”.
Il giudice sportivo del Piemonte omologa la gara senza adottare provvedimenti.
Il presidente della società organizzatrice, Ennio Ferrari, dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro.
Il programma di gara viene approvato senza gli obbligatori documenti sulla sicurezza, che successivamente compaiono tramite l’avvocato Gaia Campus di Roma, componente della Commissione Nazionale Elettorale della Federciclismo.
La Procura Federale della Federciclismo, guidata dall’avvocato Nicola Capozzoli, che collabora con la Procura di Alessandria, insabbia la vicenda.
Roberto Sgalla, presidente della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della Federciclismo, funzionario della Polizia di Stato, direttore della Scuola di Polizia, prefetto a.r. e direttore del Centro Studi Americani, è consulente della Procura Federale e successivamente del PM di Alessandria Andrea Trucano.
Roberto Sgalla fa pressioni e tenta di condizionare il giudizio della Corte Sportiva di Appello e, durante l’incarico, commette reati per i quali non viene perseguito.
All’esito di quella perizia piena di falsità, viene archiviato il procedimento penale relativo alla morte di Giovanni.
La Procura della Repubblica di Alessandria, capeggiata da Enrico Cieri, archivia così la morte di un ragazzo innocente di 22 anni, senza celebrare un processo nel quale accertare pienamente la verità e assicurare giustizia.
Giovanni non può più parlare.
Io continuo a farlo per lui.
GIUSTIZIA PER GIOVANNI.
SICUREZZA PER TUTTI.
#VergognaDItalia #Mattarella #Quirinale #Nordio #MinGiustizia #CSM #ANM #Magistratura #Magistrati #Verità #Giustizia #VeritàEGiustiziaPerGiovanniIannelli Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚
Samuele Buglione ©️👑 retweeted
#garlasco VERGOGNA D’ITALIA
A poco più di 100 metri dal traguardo di una corsa ciclistica muore mio figlio Giovanni Iannelli, di soli 22 anni.
Nella società organizzatrice figurano come vicepresidenti Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL), e Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), che ai giornali dichiara 180 metri di transenne, mentre in realtà sono meno di 50.
Consigliere della società è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), che sovrintende all’installazione delle transenne, meno della metà del minimo previsto dai regolamenti.
Sono coinvolti anche il sindaco di Molino dei Torti, il presidente della Provincia di Alessandria e altre autorità. La corsa parte, transita e arriva proprio davanti al municipio, sotto il balcone del sindaco. Dopo la morte di Giovanni, non viene più disputata.
Il padrino della manifestazione è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, già ministro della Salute, componente del CSM, professore universitario e collega e collaboratore di Marta Cartabia.
Quel giorno è presente anche il NAS dei Carabinieri, con il comandante Colonnello Biagio Fabrizio Carillo.
Eppure i Carabinieri di Castelnuovo Scrivia non effettuano rilievi stradali, non scattano fotografie, non ascoltano le decine di testimoni presenti né gli altri corridori coinvolti nella caduta.
Ascoltano soltanto la testimone falsa Giulia Fassina, componente del collegio di giuria.
Il presidente del collegio di giuria, Luca Botta, con Giovanni morto sull’asfalto, comunica: “nulla da segnalare”.
Il giudice sportivo del Piemonte omologa la gara senza adottare provvedimenti.
Il presidente della società organizzatrice, Ennio Ferrari, dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro.
Il programma di gara viene approvato senza gli obbligatori documenti sulla sicurezza, che successivamente compaiono tramite l’avvocato Gaia Campus di Roma, componente della Commissione Nazionale Elettorale della Federciclismo.
La Procura Federale della Federciclismo, guidata dall’avvocato Nicola Capozzoli, che collabora con la Procura di Alessandria, insabbia la vicenda.
Roberto Sgalla, presidente della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della Federciclismo, funzionario della Polizia di Stato, direttore della Scuola di Polizia, prefetto a.r. e direttore del Centro Studi Americani, è consulente della Procura Federale e successivamente del PM di Alessandria Andrea Trucano.
Roberto Sgalla fa pressioni e tenta di condizionare il giudizio della Corte Sportiva di Appello e, durante l’incarico, commette reati per i quali non viene perseguito.
All’esito di quella perizia piena di falsità, viene archiviato il procedimento penale relativo alla morte di Giovanni.
La Procura della Repubblica di Alessandria, capeggiata da Enrico Cieri, archivia così la morte di un ragazzo innocente di 22 anni, senza celebrare un processo nel quale accertare pienamente la verità e assicurare giustizia.
Giovanni non può più parlare.
Io continuo a farlo per lui.
GIUSTIZIA PER GIOVANNI.
SICUREZZA PER TUTTI.
#VergognaDItalia #Mattarella #Quirinale #Nordio #MinGiustizia #CSM #ANM #Magistratura #Magistrati #Verità #Giustizia #VeritàEGiustiziaPerGiovanniIannelli Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚
Vorrei sapere dal @fattoquotidiano : come ci si sente a farsi sponsorizzare da un condannato in via definitiva a 1 anno, 5 mesi e 23 giorni di reclusione per i fatti di Piazza San Carlo?
Essendo il giornale che si vanta di spulciare i "crimini dei politici" sono curioso
Appendino (M5s) invita a comprare una copia del Fatto: “Sosteniamo chi ha ancora il coraggio di fare le pulci al Sistema”
ilfattoquotidiano.it/2026/10…
Dopo questo mio commento a impedito a chiunque altro di commentare, chissà perché 🤔
Replying to @GanzoSwan
Più che altro uno schiaffo a chiunque abbia sostenuto le menzogne sui farmaci sperimentali
Immagino tu sia tanto incazzato perché la cinquina ti brucia parecchio
Samuele Buglione ©️👑 retweeted
#28ottobre VERGOGNA D’ITALIA
A poco più di 100 metri dal traguardo di una corsa ciclistica muore mio figlio Giovanni Iannelli, di soli 22 anni.
Nella società organizzatrice figurano come vicepresidenti Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL), e Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), che ai giornali dichiara 180 metri di transenne, mentre in realtà sono meno di 50.
Consigliere della società è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), che sovrintende all’installazione delle transenne, meno della metà del minimo previsto dai regolamenti.
Sono coinvolti anche il sindaco di Molino dei Torti, il presidente della Provincia di Alessandria e altre autorità. La corsa parte, transita e arriva proprio davanti al municipio, sotto il balcone del sindaco. Dopo la morte di Giovanni, non viene più disputata.
Il padrino della manifestazione è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, già ministro della Salute, componente del CSM, professore universitario e collega e collaboratore di Marta Cartabia.
Quel giorno è presente anche il NAS dei Carabinieri, con il comandante Colonnello Biagio Fabrizio Carillo.
Eppure i Carabinieri di Castelnuovo Scrivia non effettuano rilievi stradali, non scattano fotografie, non ascoltano le decine di testimoni presenti né gli altri corridori coinvolti nella caduta.
Ascoltano soltanto la testimone falsa Giulia Fassina, componente del collegio di giuria.
Il presidente del collegio di giuria, Luca Botta, con Giovanni morto sull’asfalto, comunica: “nulla da segnalare”.
Il giudice sportivo del Piemonte omologa la gara senza adottare provvedimenti.
Il presidente della società organizzatrice, Ennio Ferrari, dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro.
Il programma di gara viene approvato senza gli obbligatori documenti sulla sicurezza, che successivamente compaiono tramite l’avvocato Gaia Campus di Roma, componente della Commissione Nazionale Elettorale della Federciclismo.
La Procura Federale della Federciclismo, guidata dall’avvocato Nicola Capozzoli, che collabora con la Procura di Alessandria, insabbia la vicenda.
Roberto Sgalla, presidente della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della Federciclismo, funzionario della Polizia di Stato, direttore della Scuola di Polizia, prefetto a.r. e direttore del Centro Studi Americani, è consulente della Procura Federale e successivamente del PM di Alessandria Andrea Trucano.
Roberto Sgalla fa pressioni e tenta di condizionare il giudizio della Corte Sportiva di Appello e, durante l’incarico, commette reati per i quali non viene perseguito.
All’esito di quella perizia piena di falsità, viene archiviato il procedimento penale relativo alla morte di Giovanni.
La Procura della Repubblica di Alessandria, capeggiata da Enrico Cieri, archivia così la morte di un ragazzo innocente di 22 anni, senza celebrare un processo nel quale accertare pienamente la verità e assicurare giustizia.
Giovanni non può più parlare.
Io continuo a farlo per lui.
GIUSTIZIA PER GIOVANNI.
SICUREZZA PER TUTTI.
#VergognaDItalia #Mattarella #Quirinale #Nordio #MinGiustizia #CSM #ANM #Magistratura #Magistrati #Verità #Giustizia #VeritàEGiustiziaPerGiovanniIannelli Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚
Solo a me le scaffalature e la merce esposta ricordano le classiche cineserie?
Nuovamente se il denunciato è straniero si cerca di sottintendere che non lo sia?
«Chiunque rubi, tutta la tua famiglia verrà uccisa». È la minaccia comparsa sui cartelli affissi tra gli scaffali di un negozio di articoli per la casa a Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli. Il titolare dell'attività, un uomo di 35 anni, è stato denunciato dalla Polizia locale alla Procura della Repubblica di Nola con l'ipotesi di minacce aggravate. Gli agenti sono intervenuti dopo le segnalazioni di alcune persone, che avevano notato le scritte intimidatorie all'interno del negozio. Durante il controllo, i vigili urbani hanno individuato e sequestrato i cartelli, collocati tra la merce e visibili ai clienti.
Video Ansa
Domanda legittima:
Ma a voi non è venuto il sospetto che la "Commissione Covid" la stia tirando tanto per le lunghe perché sanno che se cade il governo cade anche la commissione e sperano di raccattare voti con questa scusa?
Vi segnalo che dopodomani, lunedì 26.10 alle ore 12, questo soggetto verrà audito in commissione. @FratellidItalia, il mandato che avete ricevuto nel 2022 dagli italiani comprende il processo a #Speranza. Fate in modo che ce l’abbia.
cc @LucioMalan @Marcolisei @BuonguerrieriA
Ovverosia: Non abbiamo la più pallida idea di cosa fare se verremo eletti perché i nostri soli argomenti sono "battiamo la Meloni" o "dobbiamo battere le destre"
Davvero voterete un soggetto simile?
Schlein: "Con gli alleati faremo in fretta, manca l'ultimo miglio. Andiamo a vincere, insieme possiamo battere le destre" #ANSA ansa.it/sito/notizie/politic…
Samuele Buglione ©️👑 retweeted
VERGOGNA D’ITALIA
A poco più di 100 metri dal traguardo di una corsa ciclistica muore mio figlio Giovanni Iannelli, di soli 22 anni.
Nella società organizzatrice figurano come vicepresidenti Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL), e Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), che ai giornali dichiara 180 metri di transenne, mentre in realtà sono meno di 50.
Consigliere della società è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), che sovrintende all’installazione delle transenne, meno della metà del minimo previsto dai regolamenti.
Sono coinvolti anche il sindaco di Molino dei Torti, il presidente della Provincia di Alessandria e altre autorità. La corsa parte, transita e arriva proprio davanti al municipio, sotto il balcone del sindaco. Dopo la morte di Giovanni, non viene più disputata.
Il padrino della manifestazione è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, già ministro della Salute, componente del CSM, professore universitario e collega e collaboratore di Marta Cartabia.
Quel giorno è presente anche il NAS dei Carabinieri, con il comandante Colonnello Biagio Fabrizio Carillo.
Eppure i Carabinieri di Castelnuovo Scrivia non effettuano rilievi stradali, non scattano fotografie, non ascoltano le decine di testimoni presenti né gli altri corridori coinvolti nella caduta.
Ascoltano soltanto la testimone falsa Giulia Fassina, componente del collegio di giuria.
Il presidente del collegio di giuria, Luca Botta, con Giovanni morto sull’asfalto, comunica: “nulla da segnalare”.
Il giudice sportivo del Piemonte omologa la gara senza adottare provvedimenti.
Il presidente della società organizzatrice, Ennio Ferrari, dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro.
Il programma di gara viene approvato senza gli obbligatori documenti sulla sicurezza, che successivamente compaiono tramite l’avvocato Gaia Campus di Roma, componente della Commissione Nazionale Elettorale della Federciclismo.
La Procura Federale della Federciclismo, guidata dall’avvocato Nicola Capozzoli, che collabora con la Procura di Alessandria, insabbia la vicenda.
Roberto Sgalla, presidente della Commissione Nazionale Direttori di Corsa e Sicurezza della Federciclismo, funzionario della Polizia di Stato, direttore della Scuola di Polizia, prefetto a.r. e direttore del Centro Studi Americani, è consulente della Procura Federale e successivamente del PM di Alessandria Andrea Trucano.
Roberto Sgalla fa pressioni e tenta di condizionare il giudizio della Corte Sportiva di Appello e, durante l’incarico, commette reati per i quali non viene perseguito.
All’esito di quella perizia piena di falsità, viene archiviato il procedimento penale relativo alla morte di Giovanni.
La Procura della Repubblica di Alessandria, capeggiata da Enrico Cieri, archivia così la morte di un ragazzo innocente di 22 anni, senza celebrare un processo nel quale accertare pienamente la verità e assicurare giustizia.
Giovanni non può più parlare.
Io continuo a farlo per lui.
GIUSTIZIA PER GIOVANNI.
SICUREZZA PER TUTTI.
#VergognaDItalia #Mattarella #Quirinale #Nordio #MinGiustizia #CSM #ANM #Magistratura #Magistrati #Verità #Giustizia #VeritàEGiustiziaPerGiovanniIannelli Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚
Che malpensanti!
Era solo salito a godersi il panorama e a respirare un po' d'aria pulita come si fa quando si va in montagna...
Chissà se denunceranno il proprietario del capannone perché sul tetto non c'erano ringhiere
Ciampino, Rom precipita dal tetto di un capannone e muore: ipotesi furto finito male
imolaoggi.it/2026/10/24/ciam…
Cosa succede se apri una moschea in Corea?
Che, pacificamente, i coreani fanno un barbecue di maiale davanti all'ingresso
Se lo fai in Italia ti trovi i sinistrati che ti chiamano razzista
Crolla un palazzo, è una tragedia
La polizia cosa fa?
Spara lacrimogeni contro le persone
Perché?
Perché approfittando della confusione certi sciacalli hanno deciso di saccheggiare i negozi vicini al crollo
Non so se crederci, sarebbe davvero troppo...
Many people are feared trapped after a multi-storey building collapsed in a densely populated business and residential area in the Kenyan capital of Nairobi.
Amid rescue operations, police fired tear gas on looters who targeted nearby shops following the collapse.
Many feared trapped after Kenya building collapse
More on Aljazeera.com
Peccato che non siano venuti a prenderlo, lo hanno identificato
La sua è mancanza di un'informazione corretta o è voglia di mentire?
unavailable
Lei da la sua opinione, peccato che il codice penale non concordi
Se volete sapere perché la pensa così leggete la sua Bio
Replying to @angel_aa__
Reati violenti sono stupri e omicidio non furti e vandalismo comunque. Sta facendo confusione
Readers added context they thought people might want to know
Reati violenti nel codice penale italiano includono condotte con violenza o minaccia alla persona o alle cose (es. rapina ex art. 628 c.p. che combina furto e coartazione, o danneggiamento violento), non solo omicidio e stupro.
filodiritto.com/codici/codice-…
normattiva.it/uri-res/N2Ls?u…




















