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L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff a Putin:
“Lei parla così spesso del mio presidente, Donald Trump, definendolo un uomo di grande umanità . Ma anche lei lo è, signor Presidente, e per questo le rendo omaggio”.
Viviamo tempi brutti.
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🇮🇹 Lista degli ospiti di Di Martedì (fino alle 23 - spento la tv per raggiunti limiti) età in parentesi. Età media: SETTANTA anni:
- Walter Veltroni (71)
- Sergio Rizzo (70)
- Rocco Casalino (54)
- Eliana Como (51)
- Elsa Fornero (78)
- Gianfranco Casini (70)
- Antonio Padellaro (80)
- Milena Gabanelli (72)
Poco prima, Lilli Gruber (69) intervistava Romano Prodi (87).
EtĂ media: 70,2 anni. Pluralismo zero. Sempre i soliti nomi.
Persone sotto i 50 anni: ZERO.
E parlano di giovani e futuro.
Yeah! 👌👍
Scontri a Milano, Veltroni: "Non sono Black bloc, c’è un dramma sociale che riguarda le nuove generazioni".
#dimartedi
la7.it/dimartedi/video/scont…
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"At midnight, all the agents and superhuman crew go out and round up everyone who knows more than they do."
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Ora fa pure il doppio passo.
Douvikas non è Denilson ma non lo sa e quindi fa il doppio passo e poi spacca la porta.
#FiorentinaComo
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Non so quanto ci si possa sentire a proprio agio su un social di proprietà di qualcuno che, mentre con una mano promuove le macchine volanti, con l’altra decide che i civili ucraini possono tranquillamente morire sotto le bombe.
Forse è il caso di trarne le dovute conseguenze.
Prompt Critical: AI-driven Weaponization of a UniFi OS RCE Chain - Jon Williams
@nohatcon
#nohat2026
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A champion of international law and human rights celebrated for their lifelong commitment - and plenty of tough fights. Congratulations Navi Pillay!
2026 Nobel Peace Prize laureate Navi Pillay’s commitment to universal legal principles and her firm moral compass are constants in a long career. Born into a family of Indian Tamil origin under apartheid in Durban, South Africa, Pillay became a lawyer and legal pioneer, confronting deep structural discrimination, segregation and exclusion. A common thread runs from her early work defending Nelson Mandela and others who stood up against apartheid to her service as a judge in some of the key international court cases of our time.
This year’s laureate has significantly enlarged the scope and impact of international law. She has served as a judge on the High Court in South Africa, the International Criminal Tribunal for Rwanda and the International Criminal Court. She was the United Nations High Commissioner for Human Rights and, until recently, she chaired the UN Independent International Commission of Inquiry on the Occupied Palestinian Territory. Today Navi Pillay is a judge on the International Court of Justice in the case where Myanmar stands accused of genocide.
In historic international court cases, she has shown that legal measures can help prevent acts of war and violence. Navi Pillay has also contributed to strengthen the institutions of international law. Her independence, expertise and steadfastness have made her one of the most respected international jurists of our time.
Learn more about the 2026 #NobelPeacePrize: bit.ly/4xjOJ03
#NobelPeacePrize #NobelPrize
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"In this building lived and worked journalist Anna Politkovskaya. Killed 7 October 2006"
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À bord de la frégate multi-missions Auvergne, j'ai assisté au premier tir du nouveau missile balistique M51.3 depuis le sous-marin nucléaire lanceur d'engins Le Vigilant.
Très peu de nations disposent d'un tel savoir-faire.
Félicitations à tous les acteurs de cette réussite exceptionnelle : DGA, CEA, Ariane Group, Naval Group et Marine nationale. Votre professionnalisme, votre rigueur et votre maîtrise technique sont la fierté de la France.
Ce succès technique est une nouvelle démonstration de la crédibilité de notre dissuasion, dont la pérennité est assurée.
Pour ĂŞtre libre, il faut ĂŞtre craint. Et pour ĂŞtre craint, il faut ĂŞtre puissant.
Pour protéger les Français dans la durée face aux menaces, j'ai engagé dès 2017 le renouvellement de nos moyens pour les décennies à venir. En dix ans, le budget de nos armées aura doublé. Nos futurs sous-marins stratégiques sont actuellement en chantier. Le programme de missiles stratégiques hypersoniques et manœuvrants, qui équiperont notre composante aérienne de dissuasion, a été lancé cette année.
Notre dissuasion nucléaire nous protège et continuera à nous protéger.
Vive la République et vive la France.
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UN FALLIMENTO della collettivitĂ .
A nulla è valso ciò che indicavano validi scienziati.
A niente è servito che il Rospo Smeraldino o il Saettone siano animali protetti (mica sono orsi o colonie feline; neppure mediatici come la Cornacchia di Pordenone).
Strage nell'indifferenza.
BOSCO OSPIZIO
In questa estate torrida,
a Reggio Emilia tante persone stazionano da settimane davanti un bosco,
per fare da scudi umani alle ruspe
che lo distruggerebbero per costruire l'ennesimo centro commerciale.
Non abbiamo ancora capito un cactus 🌵
instagram.com/bosco.ospizio.…
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Una grande professionista, una voce che ci ha accompagnato in questi decenni.
Sin da quando il tennis non aveva la notorietà di oggi. Rimarrà per sempre la telecronista che ha raccontato i trionfi di Jannik Sinner e di tutto il tennis italiano. E la sua ultima telecronaca è stata proprio la finale di Wimbledon.
Enorme tristezza, riposa in pace.
Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre.
Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 - in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera.
In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo.
Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante. La sua voce è, e sempre sarà , un codice di pura bellezza. Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova. Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto - così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo - per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista. Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze.
Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto. Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo. Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro.
Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni. Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste. Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei.
Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano. Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici.
Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo piĂą gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te.
Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce
di Federico Ferri, direttore di Sky Sport
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L'aumento spropositato del numero di firme necessarie per presentare le candidature alle elezioni politiche introduce un peggioramento della qualità della democrazia di non poco conto. Una delle dimensioni fondamentali della democrazia è infatti il pluralismo, la presenza di diversi attori in competizione. E uno degli aspetti centrali della competizione è quella che Bartolini definiva la 'contestabilità ' delle elezioni, ossia le regole di accesso al gioco democratico. Queste ultime definiscono le barriere all'ingresso, ci dicono quanti e quali attori possono partecipare. Partecipare non vuol dire essere rappresentati - su quello interverrà poi la legge elettorale - ed è per questo che le barriere all'ingresso devono rimanere molto basse per dare a tutti almeno un'opportunità di competere. Barriere troppo alte - come quelle previste - bloccano il mercato e creano un cartello fatto da pochi attori per i quali sarà artificialmente più facile superare le soglie di sbarramento e accedere alla rappresentanza. E i cartelli, si sa, sono l'opposto della competizione.
RT @max_ambesi: Un Gianmarco TAMBERI in sfavillante stato di forma ha confezionato l’ennesima impresa di una carriera sempre più leggendari…
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It sounds like Trump's dividends are already going out. Look how many Americans got a 5k.































